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frequentati nella slale dai forastieri, spe-cialmente francesi ed inglesi. Il cosl delfoCasino ( del Sig. Bias ) ö nno splenditloluogo di ritrovo e di piacere pe’bagnanti.
« Se qnalche viaggiatore (scri.e il signorGiacinto Audiffred nell’opera <che ha pertilolo: L’Ete eil Savoje . Paris I s’arri-schiasse a visitare Aix durante Linverno,goderebhe del singolare spetiacölo d’miaciltä addormentata nella neve , e le cuistrade, piazze, fonlana, e i 4000 abitantisembrano chiusi nel siienzio della toinba.Tullo e immobile , (utto täte , conie inuna necropoli; ma questo siienzio non efortunatamente quelio della niorle, none ebe una letargia benefica ehe si dissipaal priino splendere del sole di primavera.Sotto i suoi raggi visifieaiiti le nevi sisquagüano formaudo bizzarre eascate, col-l’erbe e colle foglie degli alberi ricompa-riscono gli uccelii e i loro canti. Allorala stagione ricoitiincia, per non finire checolle nebbic d’ottobre; ritorna essa collesue eure maravighose , co’suoi piaceri,coi suoi incidenti, coi suoi drammi e conle sue piccole cronaebe «.
Le acque di Aix sono state appellatesuccessivamenle Aquw Allobrogum, Aquceßomitia’, Aquie Gratianee. Le loro qua- ;lita preziose e la loro situazione in unavaiie ridente, fra Chambdry ( Lemnicum )e Ginevra , sur un ove si uuriivanagrandi sirade romane traversunti le Alpi ,furono s u nza dubbio motivi che indussero igli anticbi ad erigervi i monuinenti deiquali airmiransi oggidi gli avanzi.
Secando quanta lasciö scritto Cabia, fuuno öei proconsoli di Giulio Cesare chefece eostruire i primi bagni, dopo la vit-toria ch’ egli riporfö sugli Allobrogi,l’anno 028 di Roma . Que bagni furonosuccessivamenle abbelliti e ristaurali daiprefelti della provincia romana, e la!e nefu 1’imporlanza e la soliditä, che conser-vano anche nelle loro rovine traccie digrandezza e magniScenza.
Delle antiche terme ci restano dueavanzi, eine l’arco di Campano e il ser-baiojo del P'aporarium.
L’arco di Campano ha le seguenti di-mensioni:
Altezza
29
piedi
8 pollici
Larghezza
19
»
10 »
Vuoto dell'areo
18
J?
1 1 «
Larghezza
11
3
Altezza dei pilastr:
i 19
)>
10
Larghezza
2
8 «
Attico
3
»
8 »
AIX
Questo monumento offre tre inscrizionidislinte, delle quali sono leggibili parec-chie voci, a malgrado dei danni de’secoli.Sullapiü alta,Scolpita sull’altico, si legge:
POMPEJO CAMPANO AVO A PATP.E
CA1® SECVXD1S AVI.® A PATREPOMPEJ.® MAXIM® SORORIPOMPEJO CAMPANO FRATR1.
Sono in onore della famiglia Pompeja.
La seconda inscrizione e posta sottopiccole case o nicehie, e contiene le oltodedicatorie seguenti, sull’architrave:
D. VALER10 GRATO.
CA JO agbicol®.
POMPEJ® L. SECUNDW AM1T.E.
C. POMPEJO JGSTO PATRI ET PARENTIBUSYOU'XTILI® C. SENTI® AV® AMAT®.
C. Sl'NTlO JUSTO AVO AMATO.
J. CAXXCTIO ATT1CO PERPESSO.
L. POMPEJO CAMPANO CAMPAN1 ET SENTI® EIL,
Sotto l’architrave:
L, rOMPEJl'S CAMPA.NUS V1VUS FECIT.
La costruzione di questo monumenlosembra legere degli ordini toscano e jo-nico. L’ arco di Campano non ö giä iso-lato daiie lei me ; ne formava esso partenecessaria, vale a dire, l’ingresso princi-pale. La destinazione di questo monumentoe slala lunga pezza soggetto di discus-sionie di indagini erndile; gli uni ne fe-cero nn arco trionfale, altri un arco se-polcrale : e piü verosimile che non fossene l’una cosa nö Laltra. Quanto al la primaopinione, ijuesto monumento sarebbe statodedieato ad un’intera famiglia, perchüreca il norne di quindici persone, e ciöesclude ogni idea di trioufo. Meno puöcssere monumento funebre, non offerendoalcun indizio o segno di simile deslina-zione. Gli anticbi non posero giammaitombe nel recinto delle eitta, e non lecostrussero mai in forma d’arco. Per allraparte e costante che la destinazione diquesto monumento era di servire di pas-saggio o di porta d’ingresso, poiche co-desl’ arco non poteva tenere ad un in-sieme di costruzione che per i lati.Ciö prova evidentemente L attico che losormonia: or un monumento sepolcraleavrebb’ egli servito di passaggio V Nullapiü si oppombbe alle idee religiöse de*gli antichi, malgrado tutto ciö che ba po*tulo dire Millin.