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riero successe a Jolanda di Francia , reg-gente di Savoja, questo gran processo funuovamente istruito; c a malgrado delleopposizioni sollevatc dal sire di Montma-yeur nella sua qualitä di cavaliere del-l’ordine del Collare, e sul suo rifiuto dipresentarsi alla barra, il tribunale passöoltre, e il 23 giugno 1486 una sentenzafu resa in questi termini: «In nome delPadre, del Figliuolo e dello Spirilo Santo,e nonostante la assenza di lut, che saräriempiuta dalia presenza del Signore {qumprwsentia Domini repleatur ), essere in-corso nelle pene pronunziale contro dilui, valeadire la conlisca di tutti i beni;e lo condanniamo in una aramenda di 500franchi d’oro, riservando al duca di mo-derare questa sentenza ». Il sire di Mont -inayer rnori poco tempo dopo questo giudi-zio, e cid che restava de’suoi beni passö allaeasa di Miolans nel 1489. Sulla riva d’untorrente, presso il caslello d’Apreraont,elevasi una croce di legno chiamata laCroix du Plot (Plot nel dialetto del paesesignifica ceppo).
Piu lungi, presso Saint-Pierre d’Albi-gny, il viaggiatore incontra sull’alto diuna riva dirupata uu ammasso di ruine,de’ ponli atterrati, delle torri smanlellate,delle rnuraglie abbattute; e tutto ciö cherinianc del caslello di Miolans, trasfor-mato in prigione di Stato per Carlo III,nel 1523.
11 forte di Miolans tiene grau postonelle tradizioni feudali della Savoja. Fratutti i forlilizi fabbricati da’ haroni fra lemontagne era uno de’ piü formidabili;nulla era stato risparmiato per rcnderloinespugnabile. Vi comandavano i signoridi Miolans, de’ quali parlano spesso lecronache del nono secolo. Essi non di-pendevano a principio, non altrimentiche i baroni di Montmaveur, che dali’im-peratore di Germania , e non riconosce-vano che a gran pena la supremazia feu-dale dei conti di Moriana . Erano unaschiatta d' uomini bellieosi e aecatta-brighe, la quäle portava anche sulla sedevescovile il suo amore audace e batta-gliero. Infalti un signore della casa diMiolans, Aimone II, vescovo di Moriana ,passö la sua vita in eontese co’ suoi dio-cesani, e tanto fece ch’essi lo scacciaronodue volte dalia sua casa ed abbrueiaronola chiesa di Saint-Jean. Il caslello di Mio-lans ebbe il suo prigioniero storico; eraun giovane nominato Lavin, impiegatosotto Carlo Emanuele III al segretariatodelle finanze, che per le suggestioni del
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conte di Stertillan, ministro delle finan-ze, s’indusse a fabbricare falsi bigliettidi Stato. Rovine sparse sono gli uniciavanzi del castello di Miolans.
Fra le cose notabili de’ dintorni diChambery vuol essere ricordata la ca-scata di fcouz, della quäle GiangiacomoRousseau lasciö una descrizione nel suolibro delle Confessioni s nonche le ca-scate di Jacob nella valle di Cognin.La cascata di Couz trovasi seguendo lastrada di Lione, a un’ora e un quarto daChambery , e proseguendo il medesimocammino arrivasi al passaggio des Echel-les j in cui s’apriva la farnosa grotta diquesto noine. Napoleone il Grande fecetagliare nella viva roccia una strada chefacilita le comunicazioni tra Francia e Sa-voja. Vi si vede anoora l’apertura dellagrotta in cui i viaggiatori entravano perattraversare questa parte delle Alpi . Nelfondo della grotta una scarpa di quasicento passi barrica la via; ma vi si tro-vavano delle grandi scale che ajutavano aniontare e a discendere quella muraglianaturale. 11 borgo situato nella valletraeva il nome da codeste scale. Dopol’anno 1670 Carlo Emanuele II fececostruire una strada a fianco di questa caverna; ma l’usonefu abbandonatodopo l’aperlura della galleria che Napo-leone ha fatfo tagliare nella roccia atlra-verso la montagna , e che c lunga nonmono di 308 metri. Un pngno di soldatifrancesi vi diedc nel 1814 prova di ciöche possono il coraggio e il patriolismo.Ilarricati nella grotta in numero di 80,essi stancarono ^con l’eroica loro resi-stenza gli sforzi degli Austriaci, che nonpotendosi impadronirsi di quello strettofurono costretti a passare per sopra lamontagna. Vittorio Emanuele compi dopoil 1824 il bei lavoro che la decadenza diNapoleone aveva lasciato incompiuto.
La strada che conduce da Chambery alle Echelles e meravigliosamente pitto-resca. Massi enormi di roccie fiancheg-giano la strada, che va fra montagne diru-pate, aride, selvaggie. Direbbesi un paeseda melodrannna, ma grazie al cielo man-cano gli attori alla decorazione. Non vi fu-rono mai briganti in Savoja , dice l’Achardnel suo bei libro Une Saison d Aix lesBains, soggiungendo con urbanitä nuovain un forastiero, et on en rencontre plusen Halle que dans les collections de cu-riosiles.
La bella strada costrutta da CarloEmanuele II , ed ora abbandonata, e de-