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[Volume parto. Parte seconda.]
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eorata d’ un monumento portante unenfatica iscrizione latina dovuta all’ a-bate Tesauro di Torino, che dice: « Carlo» Emanuele II, duca di Savoja , prin-» cipe di Piemonte , re di Cipro , dopo» avere assicurata la felicitu pubblica ,» ed essersi occupato del bene di tutti, ro-» vesciando qui delle barriere Offerte da» roccie dirupate eminacciose,appianando» le inegualitä dei monti, colinando i pre-« eipizj sotto i piedi dei viaggiatori, ha« aperto questa via reale, piii corta,

piii sicura, chiusa dalla natura, vana-« mente tentata dai Romani, disperata« dopo di essi, ed ora presentante per« sempre un libero accesso al com-« mercio dei popoli. L’anno del Signo-» re 1670. »

CeVNO STORICO.

Le tradizioni fanno risalire 1’originedi Chambery quali a Samatoete figliodi Jafet, e quali a Berins , luogote-nente d’ Artus re della gran Bretta-gna. L’ una origine vale 1’ allra. Nonmeno singolari sono le etimologie che sicrearono del nome Chambery , facendolo ta-luni derivare da Cmnpus e Beriusj, d’ondeCampaberium, e per corruzione Cham-bery , e tali altrida Chamberez , gambero;in vecchio francese , a motivo della grandequantitä di questi crostacei che si tro-vavano giä sull’ area di Chambery

Ma qualsiasi T opinione dei dotti in-torno a queslo punto , c fuor di dub-bio che non incontrasi notizia certa diChambery che verso il duodecimo secolo.

Era allora un borgo e un castelloindipendente dai conti di Savoja. Maavendo Tommasö I acquistato nel 1232da Berlion mediante 32,000 soldi grossi diSusa (85,000 franchi circa), oltrela cessionodi Montfort, tutti i diritti di quel Signo-re sopra Chambery , la cittä che dovevaessere un giorno la capitale del ducatofu d’allora compresanelle possessioni dellaCasa di Savoja.

Amedeo V vi fissö la sua residenza dopoavere abbandonato il castello del Bour-get. 11 conte Eduarde II accoglie gli Ebreinella sua capitale nel 1309; Aimone, suofratello e successore , vi fonda una Ca-mera dei Conti e un Consiglio supremoper 1’ amministrazione della giustizia.

Nel 1344 Amedeo VI, detto il ConteVerde , a cagione del colore da esso adot-tato per se ed i suoi nei torneamenti,nasce a Chambery e cinge la cittä nel

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1371 d’ una nuova cinta che non e ter-minata che nel 1441.

Allorche la Savoja fu erelta in ducatonel 1416 dall’ iinperatore Sigismondo,Chambery divenne sotto il primo ducaAmedeo VIII il soggiorno d’ una cortenumerosa.

Tutta la pompa feudale fu spiegata inquella solenne occasione. Un gran pranzofu servito in pubblico all’ imperatore Si-gismondo in una delle sale del castello.Giovani signori delle primarie famigliedella Savoja portavano le vivande a ca-vallo, e i coperli serviti alla tavola del-T imperatore erano d’oro. Giostre e tor-nei tennero dietro a que’ banchelti.

Al duca Amedeo VIII devesi la costrn-zioue della Cappella che ammirasi ancheoggidi. Il Santo Sudario, di cui Marghe-rita de Cliarnv, figlia di Goffredo di Bu-glione, passando a Chambery nel 1452,fece dono alla duchessa Anna di Cipro ,moglie del duca Luigi , fu lungamenteposseduto dalla Cappella dovc attreavagran numero di l'edeli. Piii tardi, perevitare a S. Carlo Borrmneo, che venivaappiedi a vcncrarlo, la pena di altraver-sare le Alpi, fu trasportato a Torino ,nel 1598, ove sta tuttavia in una ma-gnifica cappella della eattedrale di S. Gio-vanni.

Ecco in quali termini il de Capre rac-conta queslo fatto nella sua Storia dellaCamera de’ Conli : E costante che lareale Casa di Savoja ha ricevuto il SantoSudario da Margherita de Charny figliuo-la di Goffredo e moglie di Umberto deVillarsexel, quando ella passava a Cham-bery al suo ritorno dalla Grecia o an-dandovi. Essa fu ricevula con molte ca-rezze e civiltä dal duca Luigi e da Annadi Cipro sua sposa, che le dimandaronola santa reliquia ; ma essendo ella sulleinosse per partire, il mulo che portavaquel divino fardello non pote giammaipassare le porte della cittä di Chambery ,che si credono per fermo quella delMarche . Impercio Margherita, avendo rico-nosciuto che quella resistenza era un avver-timento del Cielo, credette bisognasse la-sciare quel prezioso deposito alla reale Casadi Savoja, della quäl cosa il duca Luigie sua moglie furono cosi lieti, che ordi-narono pubbliche preghiere ed azioni digrazie per tanto dono. L’ anno seguenteil duca Luigi fece baltere jnoneta col-1’ effigie di questa reliquia , tenuta daun angelo genuflesso in aria, con questaiscrizione all’ intorno . Sancta Syndoni Do-