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[Volume parto. Parte seconda.]
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stesso anno aequislo di tutle le terre diAltacomba, ed ordinö che la chiesa e l’a-bazia fossero riedificate a spese della eas-setta reale.

Era un pio omaggio di pietä filialech’egli voleva rendere alla memoria deisuoi anlenali.

II cavaliere Ernesto Mellano, arehitettodi Sua Maestä , fu incaricato di dirigerei lavori della novella ohiesa, di cui avevadati i disegni. Collaborarono con lui inquest’opera:

11 cavaliere BenedeUo Cacciatore diMilano, per le statue e i bassi rilievi,meno pero la stalua e il basso rilievo chedecorano gli altari dedicati ai beati Um-berto e Bonifazio;

Luigi Cacciatore per gli ornati;

Francesco Goniu e i fralelli Vacca, perle pitture; Ilothgasser, di Vienna in Au-stria , per i vetri;

1 fralelli Agati, di Pistoja, per gli or-gani;

E finalmentc i fralelli Borione, per gliornati in islucco, e la guardia dell organoscolpita in legno.

La cliiesa ha forma di croce latina;Fabside inclina un poco a sinistra a me-moria del Cristo che la tradizione fa mo-rire colla lesla pendente a sinistra sullacrocc; ha per vestibolo la cappella delre o di Belley , ,ove sono le tomhe di reCarlo Felice,e di Claudio d’Eslavayc. Lachiesa e divisa in tre navate, quella dimezzo presenta da ciascun lato sei pila-stri che supporlano sei archi. La facciata| volta verso occidente e di stile gotieofiorito.

La chiesa d’ Altacomba cosi riedificatae ristaurata raccbiude un gran numerodi statue, di bassi-rilievi, d’ornati cheJ aggiungono grande magnificenza all’ a-!' spetlo imponenle del luogo.

Le ossa dei principi della Casa di Sa-voja trovati nei sotterranei della chiesa,riposano nei monumenti funebri che l’au-gusla pietä di Carlo Felice fece ad essiinalzare.

Le tombe son quelle d’ Amedeo V dettoil Grande; d’Amedeo VI , detto il Contei; Verde; di Luigi II baroue di Vaud ; dij Luigi, figlio di Filippo II ; d’Eduardo il| Liberale; d’Amedeo VII , detto il Conte| Rosso; di Tommaso I ; di Filiberto I,I detto il Cacciatore; di Filippo II , sopra-[ nominato Senza-Terra; di Giovanni, figlio[ d’Amedeo V; di Filippo I ; di Agnese,

| figlia d’Amedeo V ; di Bealrice, figlia dif Tommaso I ; di Jolanda, figlia del duca

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Carlo; d’Umberto III, detto il Santo; diPietro tli Savoja, detto il Piccolo Carlo -magno; di Luigi 1 e di Giovanna diMonfort sua moglie; d’Aimone e di Jo-landa di Monferrato sua inoglie; d’Ame-deo IV , di Tommaso II; di Sibilla diBauge; di Margherita, figlia di Tommaso V.

Vi si veggono inoltre i cenotafi di Clau-dio d’Estavaye, vescovo di Belley ; didonAntonio di Savoja, abate d’Altacomba; diGuglielmo di Savoja, vescovo; del BeatoBonifazio, vescovo di Cantorbery; di Ger-mano di Zoeringen.

Il chiostro k altiguo alla chiesa; graudigiardini ammirabilmente tenuti lo cin-gono, e dal mezzo dei fiori e degli ar-busti coltivati dalle mani dei religiosi, losguardo abbraccia la profonditä del lago,la roccia di Chätillou, le cime deserte diSaint-Germain, e tutta la linea occiden-tale dolle montagne che cinge il bacinodi Aix .

Le anticliitä che hanno potuto sfuggireal martello dei distruttori furono raccoltee riunite in una galleria; avanzi di sta-tue e di eapitelli, iscrizioni rotte, bassirilievi guastali, ruderi d’ogni maniera,pietre tumulari in frantumi, dicono ab-bastanza quäle fosse lo splendore di Al-tacomba, e quäle la sua rovina prima chela pia mano di Carlo Felice ne rialzassele mura.

Ma per darc al lettore un’ idea piucomplela di questo celebre tempio, to-gliaiuo le seguenli nolizie dall’ opera delcavaliere Cibrario intilolata Storia e de-scrizione della reale badia di Altacomba.Torino , tipografia Chiario e Mina (edi-zione pi’incipesca in foglio con documentie 48 lavole incise).

» La costa orientale del monte chia-mato Du Chat, che si protende dal mez-zodi a settentrione lungo il lago del Bour-get, e ripida quasi in ogni parte e sel-vaggia, senonche pervenuta in faccia alvillaggio di Brison declina meno aspra edentra per un grazioso rialto ombreggiatod’ annose plante nelle acque azzurre dellago.

» Su quel poggio si leva F antica ba-dia d’Altacomba. Quel promontorio bat-tuto dai venti e dalle onde accoglieva lefredde salme di molte generazioni di regnatori e di principi, e sui loro sepolcrii figli di San Bernardo alternano da bensette. seeoli le devote espiazioni per gliestiniti, e le lodi di quel Dio che dä eriprende la vita, ed innanzi al quäle nonsono i piü grandi imperj che un atoino