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Della invenzione del micrometro per gli strumenti astronomici / studi di G. Govi
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perfetto stato arrivarono ad Osimi) il 2 di Settembre del 18 S 3 , e cosi ebbefine questa gelosa preparazione del breve lavoro che le mie molte occupazioninon mi hanno permesso di ultimare se non in questi giorni, e che non avreipotuto condurre a felice compimento senza la generosa ed efficacissima coope-razione di D. Baldassarre Boncompagni , del Marchese Trevisani , del ConteBriganti Bellini , e senza lo zelo e la condiscendenza del Sig. r Prof. Cecconie dell egregio Sig. r Giuseppe Cavallini, ai quali lutti desidero attestar qui lamia sincera gratitudine.

DELLA INVENZIONE

DEL MICROMETRO PER GLI STRUMENTI ASTRONOMICI

Galileo primo inventore di alcuni metodi per misurare col Cannocchialele distanze apparenti e i diametri degli astri. Primo MicrometroOculare imaginato , adoperato e pubblicato da Eustachio Divini nel 1649. Disegno originale della Luna ottenuto con esso.

Nei tempi antichi, quando i fenomeni celesti si osservavano a occhio nudo,e si misuravano le dimensioni angolari mediante alidade girevoli su cerchidivisi alla meglio col compasso , dirigendo le linee visuali attraverso a tra-guardi, o pinnulc, ossia attraverso a fenditure praticate in laminette metallichefissate normalmente al cerchio ai due estremi dellalidada, era impossibilespingere lesattezza delle misure al di la di l minuto darco, anzi rare voltesi accordavano gli osservatori entro il limite di 2 minuti. Per siffatta ragionese gli angoli da misurarsi erano inferiori a 1 minuto, le misure si potevanoconsiderare come affatto arbitrarie, e differivano spesso le une dalle altre in modonotevolissimo. Cosi per gli astronomi anteriori alla invenzione del Telescopio,il semidiametro del Sole variò da 1 6 f .ia io f con una differenza di iLis,per un semidiametro effettivo di igLiTs, quello della Luna da ìe^o 1 ' a ^o / . 2 o ,, ,con una differenza di i.l 5 ,f , per un semidiametro effettivo di I 5 f .34''.

1 diametri dei pianeti variarono relativamente assai più per

Mercuria da

t;!2"

a" con

una differenza di

37" per

un diam.

med. effettivo di 6 ;

',6

Venere

19o ;

94"

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17"

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Marte

100"

88' 1

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10o f '

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»

38 1

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Saturno

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10"

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17"

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Da queste cifre si scorge facilmente come, eccettuati i diametri angolari delSole e della Luna , pei quali lerrore non oltrepassava gli o,os del valore effettivo,