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che le determina. Il modo per conoscere in gradi, minati e secondi la larghezzadell’ anello oculare, o del campo, consiste, secondo Galileo , nell’osservare colcannocchiale alcune stelle separate da intervalli angolari noti ed equivalentiad alcuni minuti primi di grado, e nel notare quale delle pupille (come eglile chiama) o dei diaframmi circolari, che si collocano davanti alfohhiettivo, tocchiesattamente colle estremità di un suo diametro le due stelle di distanza an-golare conosciuta. Se, fatta la prova, si fosse riconosciuto, per esempio, chele due stelle situate ai limiti opposti del campo erano distanti fra loro unminuto, qualunque oggetto, che, veduto attraverso a quel diaframma, lo avesseoccupato interamente , avrebbe avuto un minuto di diametro , e si sarebbepotuto poi , senza commettere errori molto gravi, stimare a occhio, la meta,il terzo e il quarto di tale distanza , cioè un intervallo di 30 n , di 20 ,; o di45 ,( secondi.
Con un cannocchiale piuttosto lungo, come eran quelli di Galileo , e conlenti oculari di foco non eccessivamente corto, si potevano stimare così le pic-cole distanze angolari degli oggetti celesti con molto maggiore esattezza, chenon con qualunque altro metodo adoperato precedentemente, e Galileo ne halasciato la prova nelle distanze dei Satelliti di Giove da lui determinate, enei diametri d’alcuni pianeti, assai più prossimi alla lor vera misura che noni diametri determinati dagli antichi. Galileo infatti attribuì a Venere un dia-metro di i7 f '.2 , Harfwig nel 1879 lo fa di i7 ,, .67 , il diametro di Giove risultòa Galileo di 40 f '.4 , Hough e Colbert nel isso lo danno di 39 f, -7T6. Le distanzedei quattro satelliti di Giove dal suo centro, in raggi del Pianeta , risultaronoa Galileo di :
5, - 9,5 - 14 - 25, quasi
(25 Giugno 1614; (12 Luglio 1614) (2 Agosto 1627)
Le determinazioni recenti le fanno di :
5,9 — 9,4 — lo — 26.5.
Galileo pubblicò nel 1610 quel suo primo metodo micrometrico e alcuni risultatidelle sue misure ; si può quindi asserire con sicurezza chea Galileo rimonta 1 i-dea del primo micrometro , e che le prime misure esatte dei corpi celesti edei piccoli intervalli che separano alcuni di essi sono dovute a Lui.
Però non pare che il metodo micrometrico insegnato nel Sidereus Nuncius sia stato il solo ideato e adoperato da Galileo , poiché nei Registri delle sueosservazioni ( 7 ) si legge sotto la data del 31 di Gennajo 1612 :
« In bac secunda observatione primum usus suoi instrumenlo ad interca-