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Kepleriano fin dal 1617 (all’incirca), il che non risulta punto da quanto egli neha scritto. Nella Rosa Ursina lo Sclieiner parla infatti dell’accoppiamento didue lenti convergenti poste a una certa distanza l’una dall’altra, per poter ot-tenere in projezione le imagini dirette degli oggetti esterni, e di codesto ac-coppiamento scrive: (ib. Lib. II. Cap. XXX, car. 129 verso , e 130 recto):
a Primo. Si post concursum ordinatum seu locum imaginis , quatti con-» uexa lens ab obiecto haurit, applicaueris lentem aliam conuexam ; (nel testoè scritto conuexam) haec suo concursu ordinato in obuersam cbartam situ» erecto speciem proijciet : et respondebunt dextra imaginis dextris obiecti ;» sinistra sinistris, supera superis, infera inferis, eo prorsus modo, quo eue-» nire solet, in speculis planis, quas taroen imagines si in cbartam lineamentis» seu coloribus tansferas, fient iterum ad obtutum tuum dextra sinistra , et» sinistra dextra ; quod cuitabis in nostra praxi, si perfossa citarla, in auer-» sant superficiem, picturam conuertas.
» Hac arte secundarias Solis Maculas , et Facnlas illustrare, atque visiti» sultijcere soleo.
» Hac arte species rerum intromissarum ante annos tredecim Serenissimo» Maximiliano Archid. Austr. et postmodum Sac. Caes. Maiestati etc. erexi;» de qua re proprio Opusculo ex instituto, si Deus dederit, aliquid dicam ,)> vide Oculum menni locis citatis » (13) ;
e solo dopo tale discorso, nel quale dice d’aver trovato, 13 anni innanzi (quindifra il 1613 0 il 1617), l’arte di projettar le imagini dirette (il telescopio Olan-dese di cui si valeva Galileo le projettava rovesciate, o capovolte) soggiunge:
» Secundò. Si similes duas lentes eodem modo aptaueris in Tubum, ocu-» lumque debite applicaueris, videbis euerso quidcm situ, sed magnitudine ,» claritate, et amplitudine incredibili obiecta quaecunque terrea : sed et astra» quaelibet in obsequium visus coges : nam cum ea omnia rotunda sint ,» euersio situs totius aspectum, quoad configurationem visualem non turbat,» id quod secus est in obiectis tcrreis : quemadmodum in luna quoque idem« animaduerti potest, cum neque rotunda semper, neque bomogenea existat ».Ma di questo cannocchiale , che fa veder le imagini capovolte , non si dàvanto, nè dice d’averlo mostrato aU’Arciduea o all’Imperatore, nè di essersenevalso nelle sue osservazioni solari , per le quali adoperò sempre il Cannoc-chiale Olandese; ciò che assai probabilmente non sarebbe accaduto, se avesseprovato il Cannocchiale del Keplero sin da quando gli riuscì di projettar leimagini raddrizzate valendosi di due lenti convesse. A ogni modo è indubitatoche lo Scheiner conosceva e aveva costruito il cosi detto Cannocchiale Astro-nomico prima del 1630, e non pare che altri se ne sia valso prima di lui.
Egli era anche andato più oltre, e aveva già ottenuto, prima del P. Scliyrl