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tiche pinnule nei cerdii astronomici; poi aveva ideato, costruito e adoperatoil Micrometro a vite, misurando con esso diametri di pianeti e distanzemutue di corpi celesti. — Ma gli studiosi delle altre Nazioni, pure ammet-tendo che l’anteriorità della invenzione apparteneva all’ingegnosissimo Gascoignenon vollero togliere per ciò il merito all’Auzout, il quale, senza aver avuto ilmenomo sentore della invenzione del giovane Inglese, l’avea ritrovata perconto suo e l’aveva subito pubblicata a vantaggio della scienza.
À noi sembra quindi assai giusta l’opinione del Montucla su tale proposito,quando alla pag. 571 del II Volume della sua Storia delle Matematiche (2 aedizione - Paris An. VII) cosi ne discorre :
« Il paroit donc, d’après ces autorite's, qu’ on ne peut refuser a Gascoigne» d’avoir eu le premier 1 ’idée de ces deux inventions (L’applicazione delCannocchiale Kepleriano con una croce di fili al foco dell’ oculare al postodell’ Alidada degli stromenti Astronomici , e la costruzione del Micrometroa fili , mobili per mezzo di una vite regolatrice ) d’ Astronomie pratique.» Mais, cornme en mème temps il est clair que cetle idée n’avoit jamais vu le« jour en Angleterre, et, a plus forte raisou daus le Continent , l’honneur» de 1 ’ inventimi n’appartient pas moitis a Auzout et Picard ».
Veramente il nome del Picard avrebbe potuto esser taciuto dal Montucla ,non avendo il Picard altra parte nella invenzione del micrometro , se nonquella d’aver proposto di misurare col microscopio gli spostamenti dei fili(idea che poi non ebbe applicazione nella pratica) ; ma siccome lo nominal’Auzout nel descrivere il suo strumento, cosi si capisce che l’abbia nominatoanche il Montucla .
Rifatta in tal modo la storia della Invenzione del Micrometro, e rimessain luce la carta della Luna disegnata nel 1649 , coll’ aiuto della sua rete mi-crometrica , da Eustachio Divini , avremmo desiderato rettificare e compierel’elenco delle Selenografie venute in luce dal 1610 al 1662, da Galileo al Mon-tanari, cercando di correggere diversi errori che s’incontrano a tale riguardonegli Storici e nei Bibliografi dell’ Astronomia ; ma di siffatta materia, che al-lungherebbe troppo il presente lavoro, e che può esserne separata senza danno,terremo parola altrove, appena ci sia concesso di farlo.