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21te vim intulit, centuſamque in cremorem liquauit.Hin c undt m, certo artificio; in alem prædulcemcon οοον-jẽjũ.æ
La quinta, e tima è d Ariſtotele primo Mae-ſiro delben filoſo fare. Che Ar iſtoteſe aueſſe no-tiꝛ ia del Zucchero dal ſugo di Canne artificioſa-mente eſtłatto, latte ſta i Nardi nel ſopracitatocap. 3. Ma il Buonamico nel ſoprallegato cap. 39aggiugne di più, che Ariſtotele ne ſuoi Libri di-chiarò, quel Zucchero eſpreſſo dalle Canne eſſe-re vna ſpecie di sale. Ecco le parole del Buona-mico: Sacc har fortè ab Ariſtotele ſub sale com-prabenſum, cum decet in mbris exoriri nonnul-las arudines, ex quibus per coctionem gal cpr.ſum fuerit, quales ſunt C annæ Nellis hodie d ictæ.
Al detto degli allegati cinque Serittori volen-tieri ſi ſottoſcriuerd lInuentore del sale dolcenel ſiero del latte. Nard. de PHH. lat. analyſi.cap. 74. Non men volentieri Ii nuentore del salcriſtallino, e dolce nelle viſcere del sale amaro;Beguin. Tyroc. Chym. lib. 1. cap. 20. Pid volen-tieri abcora lInuentore di vn sale si dolce nelpro fondo del piombo, che merita d'eſſer chia-mato Sacc har Satur ni, Volentieriſſimo fipal-mente chiunque, auendo letto in Galeno lib. 4.ſimpl. Medic. cap. io. che I Mele , dalle Api rac-colto, è vn Genere comune a due tra di sè oppo-
B 3 ſtaſli-