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Lettera di D. Vincenzo Maria Santoli Arciprete di Rocca S. Felice ad Michele Torcia Archivario di S.M. (D.G.) : sulla pioggia di mele aereo, e di sostanza zuccherina ; caduta nel suolo Anzantino negl' Irpini nella Estate dell'anno 1796 / Vincenzo Maria Santoli
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51orno, del fraſſino, che pur n' abbiamo;gli ulivi, i Caſtzgni, e tanti altri alde-ri fruitiferi della ſtaggione; le moltiplicilelve, e boſchi di queſte campagne Irpi-ne, abbondanti di querce, e cerri, fru-tici, ſuffrutiei d' ogni genere; con l' odo-rata meliſſe tante altr' ebe gentili, eſelvagge parte erano in ſiore, ed altre ocembiuti, o ancor teneri avevano j ſo-mi: Conſideri pe: cid quanto umore do-vettero ributtare di quel ſuperfluo ſue-chiato zvevano dalla Terra, e dall' at-moslera medteſima; ed in ſeguito quantivapori mellei ſi dovettero diffondere, eſolle vate in zria; cui unite le non inter-rotte elalazione della Terra sforzata dallazione del ſole continuato; furono ſicu-ra mente tanti, che ricadendo ſi jparteroſulle piante, inſupparono li terreni ſot-topoſti, e ne ſmaldarono fino le pietre,come accennai.

Da qucſſto principio ſteſſo à me pa-re, che ripeter ſi de bba la formazionedella manns. Le piante corriſpondenti 7come l'Orno, il Freſſino ſucchiano dallaTerra b'umor mellco; ma in doſe mag-siore ſon diſpoſte 2 ricevere inſieme, eleco ritenere la parte vijcofa, o ſia plu-tine, che poi per mez20 dell' ineiſion

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