52ſcaturiſcono a roſtro uſo in qualità dique! ſugo gommoſo dolciſſimo: Ma inverità nella dile i anal izzazione altro nonriſulta, je non ſe un' un or melleo à pro-porzicne, e quell' umore viſcoſo, che ledà conſiſtenza, e ſpeſſezza. Per cui, ſie-come diſfi, lo ſteſſo mi pare debba effe-re il principio di amendue que ſte dolciſoſtanze, cifferenti poi nella modificazio-ne, che aceidemtalmente ricevono. Matanto uno dobbiam chiamar Mele, ealtro Manpa; Come credo, che dal det-to fin qui perſuaſo zncor Voi meeo con-verrete, e chiamare Mele Roſcido, omele Aereo il qui caduto, e non piuMannz Quercina, che niente ha, che farecon la noſtra piova. Che ſe il mele dame raccolto, e mandatovi in un vaſetti-no, per farvelo oſſervare, lo trovaſte ca-rico di lordure, per cui parve inutile apoterfi ponere à nuove eſperienze, nonfu mia la colpa di mal raccoglierlo,avendov' ingicato il modo ſemplicimmo,che ci adoperai, ma iutto rifopder fideve alla ſporca Armosfera carica di tantematerie eterogenee, che quel dolce un-tuoſo liquo re ſeco traſporiar dovette nelcadre, e ſe non credete àa me, vi ad-duco Plinio in teſtimonio, cui dovettead-
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Lettera di D. Vincenzo Maria Santoli Arciprete di Rocca S. Felice ad Michele Torcia Archivario di S.M. (D.G.) : sulla pioggia di mele aereo, e di sostanza zuccherina ; caduta nel suolo Anzantino negl' Irpini nella Estate dell'anno 1796 / Vincenzo Maria Santoli
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