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Lettera di D. Vincenzo Maria Santoli Arciprete di Rocca S. Felice ad Michele Torcia Archivario di S.M. (D.G.) : sulla pioggia di mele aereo, e di sostanza zuccherina ; caduta nel suolo Anzantino negl' Irpini nella Estate dell'anno 1796 / Vincenzo Maria Santoli
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86tima arend(1); che erano, à mio ere-dere que lali eſfenziali, o riſultati dalledifferenti calcinazioni caduti dall' Atmoſ-fera, ed inſuppati della parte mellea,che incontrorono; à differenza di quelliquore melleo, che cadeva ſciolto, e ſce-vero di tali corpi eſtranei. Quindi e;che il lodato culto la Pira, benchè periſpiegare il meccaniſmo adoperato dal-la Natura in occaſione dell' anzidettapiova zuecherina de' Vezzini, inerendo,com' egli dice, al ſiſtema del Signor La-voiſier, molto egregiamente bene abbiadetto, e ſeritto; tuttavolta conchiuſe quelſuo ſenſatiſſimo diſcorſo nel modo, comeſiegue: S potrebbe ancora ſoſpettare chein vece d eſſere flati ſeprabbondanti J of,ſigine, e Idrogene, Filſſero ſtati i va-Pori acquoſi, che fi trovavano diſciolti inguell atmocfera, e per la grand ahnitd,che hanno le ſoſtanze ſaline, con eſſt ftano uniti in quelle parti con amici iaſtretta, ed indl unita mente& incamꝭ naro.-no verso la Terra(2). Lo che tutto parche torni allo ſteſſo: Voglio dire, chetro-

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(1) Idem La Pira ibid. fol. io. ad 11.(2) Idem la Pira ibid. ſopr. citat.