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Sulla distribuzione delle protuberanze intorno al disco solare e sulle macchie ottava comunicazione : [anno XXVI, sessione II del 19 gennaro1873] / del P. Angelo Secchi
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per 8 0 9 volte sopra io che vediamo eruzione viva metallica, noi abbiamo mac-chie concomitanti. Daltra parte è ben facile dar ragione delle pochissime ec-cezioni. Primieramente 1 eruzione metallica può esser di breve durata, e lematerie lanciate fuori possono essere in piccola quantità e queste allora diffon-dendosi e disperdendosi non potranno addensarsi tanto da formar massa tantospessa ed assorbente quanto occorre per una macchia; ciò accadrà principal-mente se la massa solare sia in grande attivila, poiché essa allora potrà man-tenere molti di questi getti in istato di assai elevata temperatura e conser-varli trasparenti e alti tanto che non producano macchia sensibile, e in fatti nel1871 molti deminori getti metallici accompagnavano le facole, che non sem-pre si depositavano in macchia. Ma devo pur dire che pei getti grossi e densila macchia non è mai mancata. E un fatto notorio che nelle epoche di moltemacchie la loro durata è breve, e quando sono poche durano assai. Quindiin epoche di molte macchie le eruzioni sembrano di poca durala e di poca quan-tità ciascuna, ma nel periodo di poche macchie esse sembrano poche ma sonoassai persistenti nello stesso sito. Sul fine del 1872 in cui lattività solare ècalata sembrava legge costante che a getti anche piccoli succedesse la macchia.

La seconda conseguenza che sopra ogni macchia debba trovarsi uneruzionenon è rigorosa, giusta, perchè nella macchia devono distinguersi, come già dissiin altri scritti due periodi: quello di formazione, e quello di dissoluzione: nel-lultimo caso è manifesto che nessun getto considerabile si potrà verificare, etutto al più un vivo filo di cromosfera mista a metalli coprirà la regionedella macchia arrivata all orlo : si vedrà pure qualche fiamella al limite incui la massa della macchia confina colla fotosfera normale, i quali getlarellisono realmente frequentissimi, e paiono nati dallagitazione prodotta col mi-scuglio delle masse eterogenee. Di più anche pel primo periodo attesa lin-termittenza delle eruzioni può esser che ci sfugga di vederle. La regione dellemacchie è composta di due aree assai diverse, cioè del nucleo e delle facole cir-costanti, e questa area è immensamente più vasta della prima; e la parte cheapparisce oscura può risultare dal deposito riunito delle materie eruttate da variebocche, che colà affluiscono per forze sconosciute. Questa non è una imaginazio-ne, ma un fatto, perchè spesso abbiam veduto molti piccoli pori condensarsi inun nucleo grande come è accaduto nel Novembre e Decembre passato.

Fatte queste considerazioni per rimuovere alcune obiezioni possibili a farsi,è ora da specificar meglio qual sia la causa delloscurità della macchia. E quinon vi è teoria da fare, perchè lo dice lo spettroscopio: questa oscurità di-pende da un eccesso di vapori di magnesio, sodio, ferro e calcio, principal-