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Sulla distribuzione delle protuberanze intorno al disco solare e sulle macchie ottava comunicazione : [anno XXVI, sessione II del 19 gennaro1873] / del P. Angelo Secchi
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mente e da altre sostanze che danno zone gassose diffuse non ancora ben defi-nite. Essa è dunque dovuta alleccesso di quemetalli stessi che noi vediamonelle eruzioni che precedono o accompagnano le macchie allorlo. Dico prece-dono, perchè dalla statistica delle osservazioni trovo più frequenti i casi incui la eruzione metallica precede, che non quelli in cui segue la macchia.

La ragione forse è perchè le materie lanciate in alto ricascano più indietrodellorifizio di uscita. Tutti questi metalli le cui righe si allargano di pre-ferenza nelle macchie sono gli stessi che noi vediamo più facilmente nelle eru-zioni; fino dal 1869 io avea già fatto rilevare lenorme dilatazione del sodio delferro e del calcio sulle macchie, e come le righe di questultimo metallo sivedevano dilatate anche nella penombra : io aveva dedotto ciò dallo studiodella parte meno refrangibile dello spettro, ora il sig. Young è arrivato allastessa conseguenza studiando la più refrangibile e specialmente la regione dellerighe H. Il ferro, il sodio e il magnesio sono facilissimi a esser veduti rove-sciati sulle protuberanze, ma non egualmente il calcio; tuttavia anch esso èstato veduto rovesciato da me e dal sig. Young. Ma la facilita di verificare talirovesciamenti dipende molto dalla forza degli strumenti, e dalle condizioni dellanostra atmosfera, onde la mancanza dello spettro inverso di una sostanza o diun altra non farebbe seria difficolta.

Nemmeno fa difficoltà il non vedersi riga nera più densa e saliente sullemacchie al posto delle righe rosse C-B e B-a (n? 1 e 2 del Catalogo di Younglarghezza di onda 7035,? e 6676,9.) che pure sovente si rovesciano nelle eru-zioni , e che formano uno degli avvisi più sicuri della macchia imminente.Queste righe possouo essere della categoria della sostanza D 3 e della 1474 dellacorona le cui righe nere di assorbimento non sembrano in tutto proporzionatealle lucide dirette. Eppure nessuno dirà che la sostanza D 3 non esista sullemacchie: essa è assai difficile a riconoscere sul sole diretto, ma pure io sonoriuscito a vederla cola dove era visibilissimo lidrogeno rovesciato. Questa osser-vazione fu fatta ai 23 Dicembre 1872 col mio oculare spettroscopico, e fu ve-rificata dal P. Ferrari sulla gran macchia allora visibile e nel cui centro siaveano dei veli rossogiallastri.

E giacche ne cade opportuno il discorso sarà bene dire alcuna cosa di que-ste righe che non hanno le oscure corrispondenti , o che presentano altreparticolarità eccezionali.

In quanto allidrogeno sappiamo già il suo modo di operare, che è quellodi comparir spesso lucido sulle macchie, perchè esso arriva a tanta altezzache lo strato ulteriore cui la sua luce deve attraversare per arrivare a noi