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non è sufficiente ad assorbirne la vivacità che ha fino a rovesciarla. Lo stesso deveaccadere per la 1474 che si rovescia tanto facilmente ed è tanto alta nella co-rona. Forse questa è pure la vera causa per cui la D 3 non si rovescia mai, oappena insensibilmente, perchè cioè essa non ha sopra di sè strato sufficientea rovesciarla. Infatti trovo che nelle figure spettrali delle ecclissi osservatecon prisma objettivo, non si parla di aureola gialla estesa, come della verdedella rossa e della bleu si parla. Onde la D 3 non potrebbe apparire assorbita.Cosi sparisce questa eccezione che faceva una difficolta alla teoria di Kirch-hoff del rovesciamento dello spettro, e probabilmente vi sono molte altre li-nee simili non ancora studiate, come già sospettammo fino dai nostri primi studi.
Segue da ciò che l’idrogeno non può far macchia, ma se sia vivo farà fa-cola. Potrà anche accadere che l’idrogeno uscendo violentemente sollevi quellostrato di vapori bassi che coprono tutto il sole, e così una violenta eruzioneidrogenica assai viva, potrà avere qualche miscuglio di righe metalliche di-rette, ma non avremo macchia da essa se le masse de’metalli non sono copiosee provenienti da profondità notabile. Nelle macchie non è raro avere rove-sciate altre sostanze oltre l’idrogeno, il Sig. Tacchini, il P. Ferrari e io stessone abbiamo veduto esempi parecchi : però allora è evidente che la macchiaperderà parte della sua oscurità per le righe vive in essa regnanti de’vaporisaliti a grande altezza. Ciò persuade che per le macchie ordinarie un qual-che abbassamento di temperatura di questi vapori sia condizione fondamen-tale. Non neghiamo che alle facole possa contribuire anche la fotosfera rav-vivata da basse emanazioni metalliche di magnesio, ferro, ecc. come ha pro-vato il Tacchini, ma veduta la facilità e la copia e il modo di agire dell’i-drogeno sembra che esso sia il principale fattore delle facole, e cosi si spiegaperchè le facole più o meno vive si incontrino anche ai poli ma ivi non maimacchie, perchè non vi s’incontrano eruzioni metalliche. La causa di tale assenzadi eruzioni metalliche, come delle macchie è ignota, ma il mancare di amendueprova, come dicemmo che non basta a far macchia la presenza del solo idro-geno, e che ci vogliono gli altri metalli.
Così dunque resta formulata la nostra teoria delle macchie che può rias-sumersi in due parole — le macchie sono prodotte da eruzioni di vapori me-tallici in copia , e specialmente di magnesio, sodio, ferro, calcio, ecc. Lamassa nera può accumularsi o sull’orifizio di eruzione direttamente , o riu-nirsi in una massa unica trasportata per correnti da varii orifizi vicini. Natural-mente la grandezza, durata, e intensità della macchia, dipenderà dalla copia