V i etlut * - Bagdad, sede dei Califfi , posta geograficamente fra l’India e la Grecia ,la bC P er ta ^ m 0 < l 0 ^«nite e fuse insieme le due correnti , che ripetevanoM° r ° ° r ^ ne ( I ues * :e due colte contrade. Un dotto scrittore, che si ap-tiat CSa aman tissimo cultore delle indagini storiche per ciò che si riferisce alla„;-ti ca , giunse ad asserire, che Bagdad rappresentò la parte d’un medio neu-c ° n segnando la somma di quanto un tempo raccolsero i Greci e gli In-e ai loro posteri di Europa (i) : e che i popoli maomettani coltivarono quaess - .B lu profondamente un piccolo campo della scienza, nel quale era stata adjiq lnse gnata la strada, ma in niuna parte trovarono da loro stessi la via per isco-5l 6 nuovi veri, per modo che nessuna idea loro propria avrebbero aggiunto° r ° che avevano avuto opportunità di appropriarsi (2), e moltissime circo-H] , 2e ’ Ben note a chi si sia anche per poco occupato della storia delle mate-^ le » alle quali però non accenna il citato autore, concorrono ad avvalorare
C -«■>• ...
V / a nque pero sia il grado di merito che voglia attribuirsi agli arabi ma-
e 1Cl > sta il fatto che presso di loro acquistò il nostro Leonardo Pisano quelletes i$si
15
1^ Slm e cognizioni ch’egli trasportò in Italia , di dove si diffusero poi per] )t ° ^ Accidente ; imperciocché, ammesso pure che Leonardo abbia avuto dei3i a ]. «ori, che esistessero prima di lui delle traduzioni di trattati d’ AlgebraW ’ c gU rimane pur sempre il rappresentante del passaggio delle scienze ma-i e c 10 dagli Arabi agli Occidentali, ed una delle più splendide individualità
a bb
%
ktq ^ Jla mai prodotto l’Italia . Le opere di Leonardo non costituiscono sol-ato . Una en ciclopedia di tutto quanto si sapeva ai suoi tempi in fatto di ma-le c,le nel suo paese, ed in tutto l’Occidente, ma altresì, abbracciano tutteItujj^^bnn in siffatta materia infinitamente più avanzate degli Arabi e deglij 1 ’ da lui raccolte durante i lunghi suoi viaggi.
Vil e an donando il campo della indagine generale , nel quale si apre troppoa dito alle digressioni, ricorderemo che nella introduzione a questo brevestudio, abbiamo già avuto occasione di notare (3), che il Cantor avvertiltl( Bcate da Leonardo Pisano le frazioni continue ascendenti, e citò il se-e Passo del capo quinto del Liber Abbaci (capoverso 3 ?) (4) :
|| DI II BIBLIOGRAFIA E DI STORIA || DELLE || SCIENZE MATEMATICHE E FISICHE ,
! ,Clt E b r ° Vl II r oma , ecc. 1872, pag. 347, lin. 1—4. settembre 1872. — storia delle matema-
"ll-PQ Ss ° OH ARABI II DEL D. R ERMANNO HANKEL, CCC. TRADUZIONE DAL TEDESCO || DEL SIG.
Si ^ bu ELLER II Roma , ecc. 1873, pag. 7, lin. 1—4.
M E5Ut cretino 11 di 11 bibliografia, ecc. tomo v, ecc., pag. 347, lin. 4—7. — storia delle( 3) y lEaE presso gli arabi || del d.R Ermanno hankel, ecc., pag. 3, lin. 4—7.
|, (4) 8c edl S0 Pra, pag. a, lin. 12—21, 32—38; .pag. 6, lin. 1—7.
f dj q ieti II di || Leonardo pisano , ecc. volume i, ecc., pag. 24, lin. 15—22. — Il Woepcke par-Occi Dp , opuscolo di Leonardo Pisano dice (sur l’introduction!|de||l'arithmétique indienne• NT »ece. par m. f. woepcke, ecc. rome, ecc. 1859, pag. 64, lin. 10—13, 29—37):