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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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94 n 2 1

Celio.Ouidio. calione aĩ Delft, ſecondo Ouidio, di cui dice quelle parole.5 Non illomelior quiſquam,& amantior æqui. Vir fuit.Vingilio. g urno d gli pt al, ſecondo Virgilio in quei verſi. öEt genus indocile, ac dicberſum montibus altitcompoſuit, legcsq; dedit, Latiumq vocari.Maluit. fEt altri auttori vogliano, che Magi le diſſero ai Perſi, i Druidi ai Calli,Zaleuco ai Locreſi, Hippodamo ai Miles, i Ginnaſefifti a gli Indi, Belo aiCaldei, Eaco a Egina, Phidonè ai Corinth, Zamolſi ai Scilhi; haronda,Phalea ai Car tagineſi, Romulo,& Numa ai Romani,& per maggior cre-dito loro, atiribuirno quaſi tutti l inuentionè di quelle a Dei; di modo cheZoroaſtro diſſe hauerle riceuute da Oromaſo, Trimegiflo da Mercurio, harinonda da Saturno, Draconè& Solone da Minerua, Zamolſi da Ve fta, Platone da Apolline, Minos da Gioue, Numa Pôpilio dalla Ninſa Egeria: LaMarttlio Ode fur on le leggi tutti ilnflrate nella Cenealogia ſuor di modos benchetutti coftoro andarono( come dice Marſilio Fino) come ſimie imitandoMose, qual veramentè riceuete per man d Iddio la legge, ma non gid loro,ſe ben col lume particolare, ch eſſb lor porſe, informarono i popoli di leg-Platone. gi ſggie,& prudenti, quãto I humana cõſcienʒa puotè comportare. Quindi Platone nel ſuo libro delle Leggi diſſe appertamente, che le leggi non poſſono eſſerè ſenʒa il lume d Iddio cõffituite.& il medeſimo nel ſus Protagora diſſes tutte larte humane diſcipline procedere da Prometheo, cioòè dall his7 8 mana prouiden qa, ma la legge ſola uenire da Cioue per Mercurio, cioè da05 Tull o. Dio per mex xo dell. Angelo. Quefto iſteſſo diſſe demobthene in quella ſen-5 tend. Omnis lex eſt inuẽtio,& donũ Dei,&. M. Tullio nelle Filippich ediſſe. Lex nihil aliud eſt, niſi recta& a numine Deorum tracta ratio.

Ficino.

queſto medeſimo atteflano gli Imperatori nel Codice, al Titolo de Præſcri

ptionib. ne Canunĩ, al capitolo Nemo, alla cauſa ſeſtadec ima, e que-Kione ter ga, ſon ſcritte queſte parole. Leges ſunt per ora Principum diuinitus promulgatæ. i] che etiidẽtemẽte conferma ancora quel paſſo de-Prouerbij. Per me Reges regnãt,& legum cõditores iuſta decernunt.Ne ſenda miſtero( dice Marſilio Ficino furno aſcriite particolarmète leleggi di Minos d Gione, quelle di Licurgo a. Agolline,&. quelle d Solone 4Pallade, perche toccarono in queſto le trine perſone, egli attributi loro,che per fede cõſeſſiamo noi Chriſtiani, cioò la potè ga determinata per Gio-ue principal, fragli Pei, la ſapièxa alluſa da Pallade,& la bõtd ſignificataP Apolline, la quale e tãto ampia,& grade, che ſolẽ ſuum oriri facit ſu-Ariſtoti · Per bonos,& malos. Infauore delle leggi parlano poi tutti gli auttoride. dottei,& maſſime Ariftotile, che nel libro della mortè& della uita dice,le

Fro, ſecondo Celio, ai Battriani; Platone ai Magnesij, fecondo h iſteſſos Des

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