8 D NIV.E AS AE E. 821157chene ſe fe ſſe um oſſo di beccaria dinanxi a tanti cani Dicono alcuni che ilieiganti ſon gran peccatorisma lapparenʒa eſteriore dimodtra quali il contrario, perehe non moftra il litigante d errar nel peccato della ſuperbia, andando per le ſtrads turto penſaſo,& con gli occhi haſſi,& affiſſi alla terraeome van gli bumili. non nel peccato dell auaritia, perebe pur troppo ſpendee tal volta non hd vn giulio da prone dere al biſhgio della caſa ſuas c daHagar le copie della caucellaria non nel peccato dellaccidia, perehe mat224 in vi poſo anxĩ del continuo gira, hora a caſa dell A uc, bora del ſolalacitatore, hora in palax ac a trouare ĩ Tal, hora in piac n ace rcare i teſtimoni hora in villa a informarſi de conſini, tanto che ſemmpre ein volta; nonnel peccato della goa, porche non li auang a tanto, che poſſa far tauola, ſeper ſorte non la fa di noce ſen xa tapeto ſo pH. nö in Luſſuria perche i fragEli dellanimo, ei continui diſturbi fan perder lappetito caruale, e quãta 60cupiſcenxa poſſa regnae in loro. t ſe foſſero liber dell Ira,& dell uni-dia, ſarebbʒon come ſantiama per bira vauno in grandiſſimè i mpatit ce mor.morano della parte, dicon mal del Ciudice, beſtemmiano gli Auocati, i nodari ſollecitatorĩ, fan rilaſſi at Kali, ingiuriano i meſſj, Hraparlano delleLegi accnſano? Pot toriò menano ogni coſa d trauer ſo,& alla peggio,; eo-vie fece l artelar ĩa del Puca di Ferraraa Rauenna,& gde i cho rot-to, nõ la Perdona mũco à Dio nè a ĩ Sãti, che gli maledicon o mille volte l ho800 5 non poſſon miras con bon occhi gli auuerſari fauoriti,
a ah hian ragiont, ne ucdir ch eſſi bab bbiano il torto, e ni parola,
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Onꝭ gefto, ogni motiuo della parte auerſa ꝑli tomacha, e li aue lena il cuo
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re. Tutti i loro intrichi cõſittono in far notar laccmnſationi, dar termine allaParte, allegare auttori megare la dimanda, riccuer la proua, eſſaminar teſtimoni, ordinar il proceſſo, notar la relatione, allegar la cauſa Tiffutare il giu
dice per ſocherto, ſupplicar di riueder um altra volta la cauſa,&. aphellar
1. dalla ſentengas ma il maggior intrico di tutti eil biſognar vedere i poderim pegnare i mobili di caſad dar nia la rob ha per vn pex xo di pant, ſpederſenxa vn giouamò to al modo, orucciarſi da ſe ſteſſo N ulilita gettarè i paſſſ indarno, diuètare un fallito, andarè all hoſpedale, morir come furfante, eperder lanima come vn diſperato. le dicci piag be de gli Egitti furono, riuidi ſangue, rane, tafani, moſche, lo cute, tenebre, pecte, tẽpefla, lepra, emortedi primogeniti,& le piaghe de litiganti ſono laſciare i primogeniti, c ancoi ſecondo geniti, ſenda coſa da uiuere andar.ſoletti come leproſi, e ſeparatidal conſortio de gli altri riceuer la tempeftanei campi nelle entrate, nellaborſwoe in ogni coſc eſſer ſe hiuati comè aß pefftati, per eſſer tenuti troppo lkigiaſt, giacer nelle tenebre:enelloſcurita ſepolti, per eſſer nudi d ognꝭ be-vc, viner di locuſte come tanti heremitia hauen la moſohetta al naſo, del conrinuo per l impatienʒa ne gindicif, oſer tenuti tauani, habbioni da tuttaa gente, hiſognare ammutir gli. Auocati ei Ciudici come ſi fan le raneal hoccone p argere il ſecondo ſangue ch la robba ĩnutil mente in vontraN 55
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