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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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66717 13970 da gli eſſempĩ di tanti, che infligati dall inſatiahil deſiderio humano, V.hanno bo ſumato dentro, per arricchirſtãl tempo, la rob ba la fuma, il ceruel10, h Van ima inſiemeè, io reFto muto affatto delle ſue lodi,& honori, ne Po..

Jo racqui lar la voce per n ſe nõ col nen di quelloro potahile, che con mi-

racoloſa uirtù predicata da loro da uita ai mort,& che fa credere ai fol-ri le ſapienxę de ſaggi. Nondimeno coſi balbuciendo dirò una parte de gli

onori attribuiti d que fta profeſſione, per nõ parer ſi nile, ch ĩo non ardiſcaFauorirla cõ moltè ragioni che pugnano dalla loro po imi uolgerò dall alera parte a impugnar quꝭ meſchini, che tinti di pece, onti Roglij cotti dal fino, ar ſi dal foro, Hracchi dal ſonnoʒ; morti dalie uixilie, gettano il tempo, ebopra nell infelice ſcola di Gilgilide,& Morieno, aſſai pill ſaggi precettorich eſſi non ſono diſcepoli accorti,& auueduti. Tutti quelli c han ragionato,o ragionano contra l. Alchimia,& che tẽgano l alchimia in Arabico, o Chmia in Greco, eſſere um arte ridicoloſanon ſanno quaſi addurre alt ra ragio-

ne, o fondamè to, che quello allegato delleccellente medico Tomaſo Erarto

nel ſuo libro de metalli che Harte non può far la forma d patto alcuno&che ana ecie non pub mutarſi nell altra del ſuo genere proſſimo, ne p niadi natura per meg d arte:il qual fondamento e inè᷑ ſodo,& fi ſo appreſ-ſo agli Alehimifti, che Mercurio volatile; percioche non negano che l artein ſe Fleſſa ſola cõſiderata nõ poſſi cõdurre la forma, andi che in quefta parbe tg ono 170 o parer che hd lui, ma licono ſolo, l arte fermafa ſora lanatura pub heniſſimo introdurre la formas& quefto ſuccede nell alchimia,doi ſi ſecondamo cõ tũta pruadenxa,& deftrex aui principiſ naturali, chetrouano la forma da loro bramata,& cõ mirabhile anſietd cercata e ine,Catane ſono di parere cõtra rio al ſuo nelle cpecie per fette, N diſfereti 2ſentialmente fra loro, come ver hi gratia b bhuiim⁰o,“Or ſo, il Leone, i qualiuon poſſono in modo alcumo traſmutarſſ inſiemes ma rẽgono hene, che le hecic ſnperſetie dalla natura create, obe diſferkti ſono ſolamłte ſecõdo il piu,

Eil meno. ſi poſſono traſmutar fra loro feſſe,& acquiſtar perfettione col

me zo dellartez onde aſſegnano æ metalli quèſ ta impuritd,& imperfettionnaturale, la quale p nia dell arte pub traſmutarſi,& ridurſi a maggior perfetrione, che prima n era. i oſtato fra Filoſafi Egidio Rongano, il quale in

TomaſoEraſto·

EgidloRomano.

vn ſtuo quoliheto, hd pignato ancor eſſo contra la ſrola de gli Achimifti,

dice do vn altra ragione, che la natura procede ſempre co alcuni principij,cer ti, preſiſſi,& determinati nell operati oni ſueʒ fra quali principij enuméva la cauſa tfeiẽte, la cauſa materiale, et il luogo, onde id cauallo dic eglihnõIi genera ſe nd dal cauallo, come da cauſa efficicte, e dal ſanguc menftruatodella caualla, come da cauſa materiale,& nel nentre di eſſa, comè in luogodeter minuto. Cost vnole, che ĩ metalli habbiano da generarſi nelle uiſteredella terra ſolameate,& non per mea dell artè dentro a coroſoli; o den-vo alle fucine. Ma gli alchimiſti imano tãto la ragione de gidio, quanto fimano il ſoſſo d un mantice contra un uaſo lutato di luto ſapit xa da douęroi* 5 5 perche