Catone.
Plutarco.
2 24 S 1 44 2 2 4che ſia indulgen te à quella ne gli errori di picciolo momento, e non la mi-nacci iracondamente, mettendole paurase terrore, come fanno alcuni, per-che ſimil timore manife la l huomo piu prefto per tiranno, che per mari-60. La quinta, che I huomo facci, c. dica alla præſenxa della moglie: coſe cheLauuertiſcano in ſus abjen xa, quanto piu vtile& commoda le ſia la pre-ſenʒa del marito, che la lontanan xa ſua. La ſeſta, che il marito ſemprenaſc onda alla moglie tre coſe. Prima il ſuo theſoro. ſecondo l importam⁊aſua al contentarla ne deſiderij di carne. terqo i conſigli ſuoi fuor dellecoſe di caſa. Ma Catone nel libro de Re Ruſtica. ci aggionge altre leggi ta-li, dicendo. fu che la donna ti tema: fa che non ſia troppo luſſurioſanonla laſciar dome fficare troppo con le vicine, entraudo in caſa loro,
aeccettandole nella ſua, uon nada a pafti, e conuiti, acciò non diuenti na-
gabonda.. Plutarco ne ſubi precetti coniugali commnanda, che la moglie,uon ſea dilſi mile di religione dal marito, ne di culto differente da eſſo, acc iopoſſino uiiter unitamente in pace,& caritd fraloro,& quanto alla madre,ui famiglia in particolare, pone Ariftotile nel primo de ſuoi Economicmolto leggi. Prima, cho la donna comandi a tutti quei di caſa, ſaluo, cheal marito. ſecondo, non laſci alcuno entrarè in caſa ſenda licenxa del ma-rito. terxo, non ſcopra ad alcuno i ſecreti di caſa. qularto aſi ima ſpeſa, ideßtimento, umapparato al ſuo ftato conueniente. quinto ingtituiſcal fi-glikoli,& le ſigliuole prudentemente; non le laſei andar uagando, ne par-tirſi, o diſcoflarſi da lei,& lor dieti tutte le parole impudiche, e tuttele cantilene ſrandaloſe. ſecto, non ſi meſehi nelle fucende,& negotij del-la Republica. ſettimo, non t ia mai otioſi ne ſenxa lago o la roc ha, nepatiſca ancille, o le figlinole ſtare, otioſe, pere he l ocio il fomento di tutte le coſe venere: ottauo non ſia litigioſa con le uicine, non curioſa, non mledica, non proterua col maritor non dedita alla gola, non diſconcia nel veſdire, non trohpo attilata,e laſciia, perche quel belſpettacolo agli altri,& mi-ſero al marito. non ſo, ſi pogli affatto del proprio arbitrio,& volere, cer-
cando d'eſſere ubidiente alle uoglie del marito,& I habbi nel cuore: neali occhi,& nella lingua vida al riſo qi quello, compatiſca a ſuoi affan-
i, non 4 guiſ delbadulatore, o alla ſimilitudine del Camaleontedi colore uariu, ma come amica, e compagna,& cariſſima, anxicome vita propria del mario. lS conomia ſignorile conſiſte(come vnoleAriſtotile nel primo de ſuoi Economici, al capitolo ſquinto) in questo, cheil Signore, o padrone non laſci in ſuperbirè ilſeruo, ne ineno, inuilirſi, e agli operanti dia da mangiarè abondantemente, ma poco uino da bere. Etre coſe principalmente conuiene uſare, ver ſo ĩ ſuoi ſeruitori, cibarli, benecafligarli temperamente,&. fargli affatticare. panis,& diſciplina,& opus ſeruo„ e ſcritto nell Sccleſtaſtica. Guardiſi anco il padrone
di non metter due ſeruitori ſopra uno ifteſſo ufficio, perche uno grada al-
lalero ordinariamente, onde chi ne mette uno, I ha intiero, chi due n ha