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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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„NI ERS ALA. 5 239 0con haltra. c. perche que fte in latino ſi chiaman Liber, quindi auenne, che ö 3coſt ſi chiamano iliorꝭ, benche piii non ſi ſeriua in quella haateris. Dopò que 1fo pur in quti tempi antichi ſi ſeriſſe in foglie di piombo ſottiliſime, delle 0quali face uan libri, e colonnè alcumè perſone particolari- Onde riſeriſceDione( aſſio nel 4 b. libro delle ſue HRiftorie, che, douendo Ottauio,& Hir- Pionecio ſcrittore à Decimo ruto, ebe non g arrendeſſe d Marcantonio, ma e- Casio. 1raſſe ve. perdono da loro, li ſoriſſero in lame di piomdbo ſottiliſi mamꝭ 1te vidotte,& piegate d guiſa di carta. Et Purthenio ne ſuoi Erotici, al Capi. Parthe-tolo nano.& coſi Andriſco nel primolibro De rebus Naxicis, recitano, nio.che Hiogneto tradl ĩ MAilesij con una lettera ſeritta,& piegata in vna lama Andrileo.di piombo tale. I Purthi hehber que ft ui) di beſſer ne ueflimenti le lettere, öe come narra Plinto nel terxadecimo libro, al capitolo vmdecimo. Similmente ſcriſſero gli antichi in certe tauoleite incerate molto liſtie, nelle quali fa- 1cenano letterè cos certi ſottili ſimi ſteschi che ſi chiamauano Hilis& quin*di ri maſe l uſan xa, che colui che ſcriſie,& detta bene, dicono hauer un buonKile, pigliando il nome dall inſtrumento:& l vſo di quefle tauolette ſi leg: 5ge in Homero, auanti la guerra Trolana eſſer Stato eſſercitato. E da auuerti 1re, che eſſi non ſcriueuano con pennanma con vna pibciola cannas o calamo,come og gidꝭ vſano alcuni. Et ciò ſi fece ancora in vna certa ſorte di carta,che ſi faceua di certi piccioli alberi detti Papiri, ch vna ſortè de giunchi, öche ſi generano nelle lagune del Nilo. Et Plinio dice, che ae nc ſon parimen fte nella Soria preſſo al ſiume Eufrate. Hor que fo albero detto Papiro ha. 1ucua certe foglie picciole tra la ſborʒa,& lalbero, che læuaudole ſottilmen.te con pũte di ago,& con certa miſtura che li faceuano con farina ben cer ö 0nita,& altre coſe, ſi veniua àͥ ſcriuere in eſſe facendoſenè carta;& della par ö öte pi ĩnteriorè ſe ue faccua di pi bella,& delicata, e pehè il nom di quelSinco ſi chiama Pupiro, reſtò il nume Papiro alla ſorte di carta d hora, chefe fu di traci di panni di lino per forza di torculi, in cui ſi conſidera la ſot-tiglie xx v la denſitd, la bianchex aa, e la politex ga. Ta prima inuentionedi quei Pupiri adtichi M. Varrone afferma, che fu nel tempo d. Aleſſan:dro Magno, quandò ſi fondd Aleſſundria. Ma Plinio hroua Cſſer ſtata pilantica per i libri, ebe neo Tarentino trouò della ſua hereditd, iquali era.— 4no ftati di Numa Pomp ĩlio Re di Roma, che erano in vna caſſad ou eranripoſte l oſſa ſuè. ĩquali eran di quel Papiroʒ& ſi d che Numa fu pil an.tico aſſai d A eſſndro. Il nome dells Carta ſi dice hauer hauuto origineda vna cited uicina d Tiro chiumata Carta, ouero da[ artagine. E da notareoltra di queſtu, che prima che ſi trouaſſe la carta ſenxa i detti rimedij, era

molto antico coſtume di ſcriuere in pergamino fatto di pelle di pecore, diche ragiona Herodotto nel libro ſettimo:& linuktione di queſti pergamini 1. 5attribuiſce Varrone a quei di Pergamo, de quali era& Eumene. Nidime o. 3no Cioſeſfonel duodecimo libro delle ſue e Autic hit Giadaicheſale perga- n„

mine piu antiche 5recitando, che ilibri Hebrei, quali eleaʒaro mandò al 4 85 1 0

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