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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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Iſidoro.

Lucand.

Carlo Si-

gonio.

N Tolomeo per gli ſettantadue interpreti, erano marauiglioſamenteſeritto in pelle,& pur queſio fu molto inandi a Eumene. fidoronel ſefto libro delle ſue Etimolagie vuole che Lſo della carca ha-uyeſſe il ſuo principio in Egitto preſſo alla citt di Memphi, onde Luc anodb ee 5 fconficitur bibula Memphitis charts Papiro.

Della qual conſtituiſce varie ſpecie, come fa anco Plinio, nel terxodeci-mo libro al capitolo duodecimo. La prima l fle Regia in heno.re d Ottau7¹;- Auglto. La ſeconda Libana in honore della prouincia diLibia. Ta ter za Hieratica caſi detta, perche Sadoperaua ſolamente nelibri ſacri. La quarta Tencotica da un luogo in ec leſſandria, douè ſi face-1. La quinta Saltica da una cittd detta Salo. La eta(orneliana for ma-ta prima da Carnelio Gallo preſetto del Rgitto. Ta ſettima Ent oriti b,eh quella da ſtracci. Anoſtri giorni in Ituliala Rom ana, la Fer rareſe,Ela Fabrianbſt han nome aſſai. Hora i ſerittori, o ſcrinani( bench ſe rinano importi nome pii particolare)furon latinamentè detti Sciibæ come narra Carlo Sigonio nel ſecondo libro De antiquo iure Civium Ro-manorum) eraꝶ preſſo i Romani del numero degli Af paritori,(ioꝰ diquelli che ſtauano pronti al ſeruitio de Magiftrati,& crano pin prefto degli Ingenui, che de Libertini. Onde quello antico ſeriba de Ponteſfci Cnco,Flauio non fu Libertino ma nato di Libertino,&. Cicero. riba di Scipio-ne non ſarchbe potuto eſſere eletto ſeriba, ſe non foſſe lato ingenuo. Di Ci-ceronꝭ però ſilegge, ch us per ſcriba Marco Talio ſuo Liberto. Reto de-

ſtriuendo quai foſſero quegli antichi ſcriuani, dice che Fuerunt liberal ij,

Epifanio.

qui rationes publicas ſerlbebant in tabulis, come ſon hora verhi gratia igodarie Marco Tullio nella quinta Oratione contra Verre dice, che bordine de ſtribi ſu boneſto, quod eorum omnium fidei tabulæ publicæ, pe-

riculaque Miſtratum committantur.& nel ter xo delle leggi dimoftra,

che i ſeribi haueſſero d un certo modo le leggi in mano,& che ſuggereſſeroguelliai Magictrati, dicendo. Ani maduerto quosque in Magiſtrat. busignoratione iuris ſui tantum ſapere, quantum Apparitores velint.

Probo digniſſimo auttore ſeriue, che i ſcriuani furono in molto maggiore ſtima preſſo a Greci, che preſſo Romani, perche preſſo a Romani erano mè

ramente mercenarij, ma preſſo a Jreci faceuano tale uſicio con honefid

molto maggiore. Però preſſo a Romani erano tali, che poteuano airaigradi maggiori, come Cicerone ne ſuoi Ai fa mentione di uno, che, ecſendo tato nella dittatura di Silla prima ſeriba, in quella di Ceſare fu poiPretore Vrbano. Va fra tutti gli ſcriuani dice Feflo, che lo ſeriba nauale

fu di minore auttorita& di mino re pre x xb, ohe alcun altro. S pifanio fan-

10 nel primo libro del Panario dice, che i ſeribi appreſſo gli Rebrei erano

detti gli epoſitori della ſacra ſcrittura,& che dalla ſcrittura traſſero il no-

me di ſcribi. e ſanto Agaſtino nei primo libro De ſermone domini in mõ8 i te