—————ͤ uð2⁊.———————— ˖¶¹wit..2
commodato a perſuadere in ciaſcuna coſaʒ& da Her mogene fi Aiſinita co-
confutationi, gli epiloghi, ſenda comprenſione d artiſicio alcuno. Altrꝭ la 8
„ NIE RS A IL E. 279
nente Ii ogni coſa propo ftagliʒ& anco vm altro Iſocrate, perche cgi ha di
gid conſeguito con la molta dot trina: eloque xa,& prudenga ſua inirahile
quelle coſe d punto, le quali ad eſſo Hocrate partori ono Sid tanta ĩnuidia.
Onde fi for gato poi d fur quell oration belliſſima de permutatione per di.
Venderſi dalle calonnie de ꝑl indotti, arroganti,& maledici Saficti. Ma chi
27⁰⁰ pin d pieno eſſer infor mato del molto valore di Monſig. Penna, leg ga
g letbera delicatoria del Bindaſſi po fta auantꝭ il diporto della Villa, che
aui ſcorgerd le ſue lodi meglio ſpicgate;. a me bali hauerne detto ſin
qui. Qneſta fi diſinita da A. Tullio nel ſuuo oratore, eſſere vna ragione
del dire oue ro uno ſummo Fudio d eloquenga; da Quintiliano eſſerc s
ana ſcien da del ben dire, o uero una for aa grandiſſima del perſuadere, da
Malſimo Tirio eſſere am oratione enumciatrice de penſieri del animo ñ da Maffimo.Arigtotile eſſere vna facoltd di vedere, o di toccarè quel che ſia atto,& ac Tir 5
ſe che la Metorica ſia vna for ⁊a artificioſa da perſiader ragioneuolmòte 1in ogni negocio ciuile,&. politicoda Patrocle u deſeritta eſſere una forga Patr ocle.di ritrouar quanto per via d oratione ſi poſſa perſuddere. intorno a chi uariamente, e diner ſamente hanno gli auttori ragionato, entre che altri
hanno chiamata arte, come Cicerone, che la nomina artiſicioſa cloquen qa,
e Quintiliano che la pone tra barti prattiche, del qual parer 5 Haro Ii Lista.
ſta mo ftr ando che i Bafbari fanno natural mente lo nar ratiue, le prouè, lenomina ſcien da, come Cleante, che diuide la Filoſofia in dialettica,& of a. Cleante.toria, in morale,& citile, in fiſica,& naturale. Per quefto genone Stoĩco
le congiunſo talmente inſieme, che aſſimiglis la dialettica al pugno chinſo,
come oſcura, c la Rhetorica alla palina della mano come chiara,&. aher2a,& Platonè ſeguirato da Iunio attribuiſce alla Filoſofia tre eſfici, ciosla moderation delborationez ohe c appartienè ala logica,& alla Rhetori- 8ca, la moderatione dell intelletto che S aſpetta alla fñiſica,& la mode rationedell affetto che Saſbetta all Ethica. Il che nien cõſentito anco da Craſſo nelabri delboratore, che col ſenſo i fteſſo diuide la Filoſofia in ere parti, in oſcuritd di natura in ſottilitd di dire ct in uitao caſtumis et laſcidone due daparte, afferma, che quella di meg o ſola pertinente all oratore. Altri permag gior dignitd ſua la chiaimano virti come Caſſo preſſo Marco Tullio,dicendo. Eſt enim eloquentia vna quædam de ſummis virtutibus. 11 5Aueſarco, che dice. Quꝶ ex beue dicendi ſcientia aſtat, vittus eſt quæ. Seledam, quam cum quiſpiam fuerit conſecutus, cæteras facillime poſſi- Ateneo.deat. Altri Phan chiamata per un uſo del dires comè Critolao,& altri per Cornelioun arte dell ingannare, come: Alenè, a cui par che conſenta Cornelio Celſo Cel ſo.in quella ſua ſentenga. Orator ſimile rantum veri petit. non enim bo- Chriſip.—na conſci ent ia, ſed victoria litigantis eſt præmium. II cui ſine ſe- Hermagocondo il parer di Chriſippo aper ben dirs, ſecondo Hermagor dire ace ra.
i e
.