M. Tullio.Baldo.
Mar ſilioFicino.
Qulintilia
O.
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cias,& neſcire quo ordine id facias; non eſt perfectæ cognitionis,&Lordine ¶ come dict M. Tullio nel primo de gli Vſficij) e una compoſitionedelle coſe hene accommodatè inſieme. Oude prudentemieute de Baldo nelconſeglio del Sciſa, che lordine ſ una fatra eff eſſa della ſoß lama deliacoſa. Quinto biſagna, che compoſetore ſia dc ridico, ſcriuendio hiftorie:& ſe ſeriue poemi, dica almeno coſe ſimili al vero ſcriuendo coſe di ſcien.
e, allegbi le ragionl, ſcriuendo dart, adduca licperienge; ſcriuendo di. 5 g
Crammatica, o Rethorica, proui per auttoritd, ſſendo che il lettore nonama d eſſere ingannato, ma di legere,& ſentire coſè varie in ogni compe:nimento, ù almeno ſoſtentatè come vere. Hora tutte qus fle coſe S acqui-Nano, mediante la puritd della mente,&. candide xx dello ffirito purga-to,& inſteme con ana diligente fxticav d faticoſa dil genxa vſata dal com-peſtore. Ta puritd de iriti o nereſſaria, perobe i come in vn font tor-bade non ſi vd Nimagini, coſi in vn animio ſenſuale,& carnale non ſiſeorge la ſupicnaa. Però ſi legge di Carneade Filoſofo, che pur galta 7 cor.Po con l eilebero inamqi che ſi metteſſe d ſeriuere, per hauere i fhiriti pitnetti c- purificati. Qindi dice Marſilio Ficinos che coli, che dd opera d iHrauctij delle lettere, hu d hauer cura potiſſima della ſanitd corporale, percheda eſſa dipende in gran parte la purificatione dell amino dell hitemo: E ne-ci far ia ancora la faticeſa diligenxatlaquale Sac qu iſdæ prima con la lo gheg2a del tempo, richiedendoſi d vn compoſitore di gener er par t bperfetti,&non abortiuis come molti fanno. A que Fla coſa adunquse vuol bemmpo com:nod, ec. congruentenperò dice Quintiliano nel decimo libro delle ſuè in fi-tutioni. Nil rerum ipſa natura voluit magnum fieri cito: præpoſuitq;cuique operi pulcherrimo difficu ltatem. il che dichiara Plinio ne ali E.lefanti, i quali dice portar disc anni i proprij parti nel dentre, benche A.riflotile dica dui anni ſoli. Secondo, col ſottoporre hop ere ſut al gindicis ciper ſone dotte,& perite, non i ſidand troppo del inicio f priuato, cheeelſilſime ffate fellace. Terxo, cen la varia lertiouę d aſſeiſſimi auttori, da
quali d guiſa dapi habbiano da picare ĩ fiori melliflui d dete,& ſenten.
Ne, che ritrouiamo in loro, ſeruendoſi propriamente d eſſi,& non vc len-deo ſi cone la Cornacchia Horatiana in tutto delle penne di quelli. Quindid
Aulo Gel che di Platone racconta Aulo Gollio, ehe dieci mila denari hauuii gid da-
Iio.
Dione giracuſano coinperò i libri di Filolao Pitagorico;& l iſteſſo nar rache. Ariſtotile comperò tre talenti. Attici? libri di Speuſippo, ſolo per Stu.diare,& ſerinirſi di eſſi nè ſuoi biſagni. Irandiſſimo frutto,& giouamen-to acqui fla,& cauſa poi qualunquè commpoſitore dall opere ſue,& muſſimamente queflo, che molte coſe che andarebbono in oblio, mediante le compoſitioni vengono d vn certo modo à immortalarſi.& i ſcritti hano quaſi penne veloci da volar per tutto, dando fama,& Splendore d loro auttoriz& in
8. Hiero- Cel H0 vagliono pig della viua voce dell Promo, ch di maggiore energia,
ni mo,
come dice Ricronimo Santo ſcriuendo d Paulino, oue adauce beſſempioa 5 i 3 d Eſchine,