380 STH cologo doll ordine Pomenicauo, abcioche i bei giudicii del mbdo poli-uno delettarſi nella ſottiglieʒ xa de gli vni,& prõtex xa de gli altrise aggiõgerd molte alere coſe d queſit, aſin che la vcritd maggiormente ſi ſcopraN nanifeſti. Adducono adunque una tal ragion in prima che queſta aſtrologia ſia yana, perche i primi Riloſoſ del mondo, come Platonie, Ariſtoti-le, Democrito, Epicuro, Seneca,& altri non han curato di queſia ſciengæ(uon parlo hora di quei che han ſehernita) ma l hanno adietro laſciata,enga fauellarne d pena. il qual fondamento ò reprobato dal Bellantio,perche non hanno manco ſeritto di Muſica, ne di Perſpettiuas ne di Geo-euctria, che ſi veda; ne per queſto ſi può conchiudere, che queſte ſcien-e ſtan vaneꝛoltra che di ſopra& diſcorſo molti Filoſoſi graui hauerui atelo ſenga loro. Fecondariamente oppongono a gli aſtrologi giudiciariiLallttoritd d Eſaia Profeta, al cap. quadrageſimoſettimo, done dicg. Stentnunc,& ſaluent te augures cœli, qui contemplabantur ſydera,& ſup-putabant menſes, ut annuncient uentura tibi: ecce facti ſunt quaſi ſti-pula, ignis combuſſit eos, nec liberabunt animam ſuam de manu flam-mæ:& poco auanti dice. Sapientia hæc,& ſcientia tua decipiet te: ue-niet ſuper te malum,& neſcies ortum eius,& irruet ſuper te calami-tas, quam non poteris expiare, dous par ch Eſaia dani apertamente que„ii Aſtrologi giudiciarii,& indollini ma riſpondono gliauenſariische que.lia auttoritd procede contra la falſa opinio ne de Stoici, Babilonii,& Caldec he põgono il fatto,&.& riſpoſta del Bellatio deli untino, della ſummaSomma Armila nel verbo Mrolſgia,& di g. Thomaſo nel ſecondo delle ſentẽ xeArmilla. 4a diſtintione Suintadecima, e queſtione ſeconda,& per ehiarirli meglio,e lice, che ſendaæ dub bio ꝰ grandiſſimo errore. degli Asflologiſe loro va-lion porre la neceſſitd del fatosſe peſano di preuèllere tutte le coſè ne cieliiſe penſano di conoſcer le particolari differenz e delle coſe che preuedo-no; ſe nõ uogliono ſottometter le coſè dal cielo dimoſtratè alla diuina u-lontd: ſè credono alcune coſe nö auenire per diuin volere fuori dogni ordine de cicli. talche cptra queſti tali procede auttoritd di Eſaia. Terʒodimaftrano la ſcicga dell aſtrologia eſſere incerta per auttorita di Tolo-meo nel primo de gli. Apoteleſmi, doue ſon ſrritte ũueſte parole. Aſtrologia magis ueriſimilia captat, quàm quicquã pro uero decernat: oueroſecondo vn altra lettera. Ad nullã huius materiei ſcientiam ueraciter,ſed opinabiliter peruenimus. alla quale auttoritd riſponde il Bellantio,che Tolomeo inttde in quel luogo, la cognitione dell. Atrologo eſſere uninerſale,& perciò imperfetta;&. quantunque ſi conoſcano molti partico-lari; di quelli hauerſi cognitione in uniuenſale, come in tutte le ſcienʒeallllenès eden coſa ineltiſima afferma, ehe Tolomeo intenda altra-mente, eſſendo che ne gli Aphoriſmi dimoſtra apertamentèe con que-ſta ſcienʒa le coſe humane,& dinine Freuederſi, Quarto per aut-25 0 F. N toritd
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