udoſſo.
Antonino
ſanto-
3955 FFFCCCCC CCdei prediſſero a Craſſoa Ceſare,& Pombeb, obe ſiortrebhono nel lettoloro proprio, nella patrias in felicitd,& vbcchis e Ho fdimeno non ſticctſſecoſa alcuna. Talche non maraliglia, ſe Eudoſſo auditore di Platonę,5% o dottiſfimo nell afrologia,& prencipe de gli aſtrologiſecondo Tulao, laſciò ſeritte le ſeguenti Parole. Chbaldæis in prædictione,& in no-tatione cuiuſque nitæ ex natali die minime credendum elt. PanetioStotco nomina Archelab,& Caſſandro ſoinimi aſtrologi dell et ſua, iquali nell altre parti daſtrologia furbno eccellenti, ma non vollero yſareue fl giudiciarias n intricarſt in lei. Diogene Stoico conceſße bene, cheboteſſero predire qualche coſa delle naturali inclinationi,& del Pattitu-dine naturalè a qualche coſa per uia della ſcienga loro, ma non gid gli in-Cegni colt sli animila forma del cor pol attioni della vita ĩ caſi,&auuenimẽti Damani. Peròꝰè da notart, ohe il uoler giudicare de li atih etauuenimenti pumani con ferma terte ga per via di conſtellationi,& coſa(come dice. Antonino ſanto) nella ſeconda parte della Fomma, al titolovltimo, da ſuperſtitioſo,& inſdele; perchè toglie la libertd dell arbitrio,ne le elle hanno influſſo alcuno ſo pra lanimè noſtre direttamente a mo-1er la uolontdsò l intelletto dell homo, bh i pianeti,& le telle con-
ſtituiſcano diuerſe compleſſtoni, diſpoſttioni,& habiti ne corpi da loro
Predominat i dalla qualitd delle quali con pleſſſoni ſono eccitati nelle po-bende ſenſitiue affiſe a gli organi del corpo diuerſi moti di baſſtont,&.
inclinationi a diuerſt uitit& peccatinel qual modo ꝭ detto l huomo eſſer
dalle Stelle inclinato a peccare, quantunquè tali inclinationi poſſino derinare ancora da altre cauſe, come dalla mala cuftodia di ſe ſteſſo, d dallaPraua conſuetudine, ohe ſi volge in natura, ò da qualche diabolica ſugge-ſlione. Onde Halicarnaſſo, Archelao, Eudoſſo, Caſſandro, Hoichilace, congran numero de moderni, conſtiſſano non poterſi trouarè coſa alcuna cer-ra della ſcien⁊a de giulicinſi per infinite altre cauſe OPeranti inſieme colciclo, ſi pe la libertd dell animo dell pnomo,& Per la diſciplina di quel-lo, pe cui mex o può impedire gli ini ſſi celeſſi gli quali inchinano,&non isforxano, come dicono loro Heſſti ſi anco per cagione delle regole deSiadicii lequali contenendo in loro manifeſia OPpoſitionè(commè prouai dottiſimo Pico) non poſtono dare a gli aſtrologi alcuna ſicurez xa din.donate. Però non& merauiplia ſe puctonio Tranquillo, narra, cheTiberio Imperatorè comandò che tali Aſtrologi„come quęſti noſtri mo-derni, foſsero ſcacciati di Roma; benche riuocaſſe leditto pos promet-tendo loro d emendarſi,&. di laſciar tal arte: ne, ſe Cornelio Tacitoeriſtes che Vitellio Imperatore li ſcacciò dopo un altra uolta: ne
he i era una gabella, ꝙ dacio in, Aleſſandria, che ſueſti aſtrologi paga-
ano, Blaceminon chiamata, dalla paq ia, guadagnando eſſi con una
rerte inge gnoſa paz ia, ſe pur non yogliamo dir triſfaria, fucendo ri-8. corſo