Saluſtio.
Xiphili-
0.
Dione.
Suctonio
EmilioProbo.
Giuſtino.
Ammia-no Mar-cellino.
452 D 1 E 2 4 apoco ſono le danded le moreſche, il mattacino, il paſſame zo, il ſaltareltlo la gagliarda, la chiarandana, Ia chianchiara, Ia paganina, la bal-doſa, I imperiale, il ballo dal capello, la Fiorentina, la Bergamaſcasla Pauanahla Siciliana,la Romanasla Ṽenetiana riſpetto a quelle che Chiappi10 Ha ripoſto nel ſuo Catalogo,& d infinite ſpeciè di ſaltationi colmo,&
ripieno. Quando i Romani fiorirono d huomini graui per prudenxa, G.
auttoritd, riſutarono alhora tute le ſorti di ſaltationi, ani I heb be-7o per coſa vergognoſa& inſame, comè ſcriue Macro bio nel ter⁊o librode ſuoi Saturnali. Per que flo galuſtio rinſaccia a Sem hpronia, che ella cantaſhe, e. ſaltaſſe piu maeſtreuolmente, che non ſarebbe conuenuto d
donna da bene. Et di pin fu ftimata grandiſſima vergogna in Gabinio,
cy era flato Conſole,& in Marco Celio, Phauere hauuto troppaſcien-a di ſultare.& Marco Catone improuerò à Lucio Murena per vitioeſtremo l'hauer ſaltato in. Aſia,&, quando Cicerone lo difeſe, non heb-be ardire di difender cio come coſa hen fatta, ma fancamente ne-go che gon I haueua fatto. Xiphilino ſeriue di Neærone, che quan-tunquè foſſe coſa brutta,& uuergognoſa ſaltare publicamente nella Or-cheſtra, con tutto cib Sforxò i nobili,& le femine inſieme à ſaltaremeſcolatamente;& ei medeſimo ſaltò nel Theatro alla breſenʒa del po-Polo. Et Dione nel libro ſeſto narra, che Claudio Ceſarb leuò via la ſal-
ratione delle donne nella Orc he ſtra.& nel quinquag bſamo terʒo raccon-
ta, che Tiberio Ceſare cacciò i ſaltatori fuori di Roma, come pernicioſinociui alla cittd ſommamentè. Suetonio parimentè nella Vita di HDomi-tiano narras che egli cacciò dal ſenato vn ſaltatore e bagattelliero inſieme, perche tal ſorte d huomind li diſpiaceua fuor di modo. Emilio Probonella uita d Epaminonda narras che la muſica,& il hallo, ſi come preſſo4 Greci furon tenuti in ſommo honore, per il contrario da Romani costu-mi furon ſommamente diſſ erenti,& ciò con gran ragione, perche(comeſcriusè Giuſtino nel trigeſimo libro)le dange,& i balli non ſom altro che inKromenti di luſuria.& Ouidio nel primo de Rmedij d. Amore dice aque gto propoſito. 5
Eneruant animos citharqs cantuſqs Iyręꝗqi
Et nor,& neruis hrachia notaſuis.Quindi Ammiano Marcellino nel lib ro quartodecimo ſi lamenta& querela de cogtumi del ſuo tempo, douè dice, ehe altro non ſi ſcorgeua ch femine ballare,. dangare per que flo,& per quelbaltro luogo. La qual co-
Theoeri- ſa g hateſſe uifto Theoerito Poeta, haure bb lor ricordato quel ſuo uerſo.
10.
Horatio.
Vos vero capella nolite ſaltare
Nè fortè in vos hircus incurrat. i
7 5 5 N 5 8 8 N00% Horatio nell Oda ſettima ammonendo. Aferie deſſer cabfta, formò
quei verſi.Prima
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