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gendo dire, hene eſt, diſſe. bene erit;& da Plinio ſon celeb atis Mn,li nell una,& baltralingua docili, con tutto cib troppo chiara ſi uede la
differenza grande chyd tra loro& noiʒ ſſendo la noſtra oratione pin porfetla piu ſe gute: piu naturale, e accompagnara talmentè c la ragioſte oheluna è manca,&. diſfettuoſa ſenzallaltra. Per queſtoi Greti chiamaronund e l altra logos, ſſendo con un tal nod tuttaduc legate; o frette in-ſeeme:Oltra di cio por Vintelligenga dellelingue paſſono couerſare cd tut
*
Interpreti iH gociar con tutti, far ſrruitio d molti ohe non le inrSdono, cd interpre
de lin. farle loro;- Juindi vengono gli interpreti delinguaggiii quali ſeruono.
guaggi
Cicerone ue mbte a Regi& Precipi nelle corti, per intender le ambaſciarie,
che da molte parti remote uengono loro. Cicerone dimoflra gli interpre
ti eſſer ati del numero degli Apparitori, ch erano quelli che ſtauano
pronti al ſeruitio de' magiſtrati, mentre ſoriuendo a FTermo, dice. Se proCol. in Sicilia in longa apparirione ſingularem,& propè incredibilẽ in
terpretis ſui Marſilij fidem cognouiſſe. er in unaſua Oratione dic hiara
Tradutto Vulficio de gli interpreti, dicendo, A. Valentinus eſt in Sicilia in terpres,
TI.
ſolebat. Seruono anco mirahilmente a tradurrè, onde ne deriuano ĩ Tra-dagtorii quali ſecondo gan Hieronimos traducono alle volte a parola perParolaem alle voltè il ſenſo ſolos laqul traduttione par che ſia la piu cõ-muxendata dal giudicio de ſcrittori. E tal profeſſtone& fata ſeguita da luiſteſſo, da ſante Pagnino, da A quila, immaco, Theodotiune, A goflino he-ſcouo Nebienſè, Edardo Leo, Felice Pratenſe, Franceſco Ximenio, EuſebioCeſarigſe, Hiſichio Monacho, Hieronimo Leopolitano, Culielmo. AbbateIrſaugienſe, Iacobho Arciucſcouo di Geno, OGiouanni Re d. Aragona,Giouanni Diete bergio, Giouanni Ecchio, Giouanni Lopis ſiunica, Oiouan-ni Pocano, Giouanni Quinquarboręo, Gioſeſto Tiberino, Tuciano Marti-re, Aichele Adamo, Origene, Patrofilo Scitopolitano, Pietro Sutorb, Ro-berto Oliuetano, gimon Tatumeb, Softonio, Hul phia Veſcouo de Gotthi,da mill altri in uarie lingue eruditi,&. prattici da ſenno. Ei queſtiTraduttori; quando ſun ſodelis diligentis ohiart, e dotti ueramente in quellaling uu, dalla quale traducono, acquiſtano reputatione& honore nonmediocre. Di piu ſono i profeſsoridellelinguè ſimili d gli angeli, i Ja-
li è coſa chiara c hanno notitia di tutte elinguo, oſerendo eſſi PorationiN deprecationi di tutti al ſummo Iddio, come la Chieſa tiene:& eſendo
dati per cuſdodi q tante prouincie,& Ppopoli diuerſi, come tiene la ſacraTheologia con Vauttoritd dellaſcritturaſac ra. Oltre che eſſ hparlando ftaloro conlingue peculiari, come atteſta Paolo in quelle Parole. Quid fi linguis Abgelorum loquare delle quali non diſcorro piu oltra, perche que
te non& luogo da dliſputare ſimili inaterie. Sono anco ſemili ai Fami, im-* 1 5 0* 85*però 05 6% Hreſumèe ch anch eſſi intendano in ciclo tutte le lingur, che,
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quo iſte interprete non ad linguam Gtæcam, ſed ad furta,& flagitia uti