516 rpioggie, che gli ane gano la caſamelle rotte di fumi, che loſommèrgononelle tẽ peſtes che li ſpiantano il granose vua, nelle guerre che lo diſtruggono/ nelle penurie che lo digfanno, nel ſecco che lo d ſec ca nel freddo cheVammaz ga, nel caldo che Lannicpila, e fin ne i picctoli nermicelli dellaterra che lo diuorano. Il Pillano è ſordido quanto dir ſi poſſa, come quelloche ſi puta ſu le mani ogni di ſaluo che la feſtase porta ſcalfarotti che ſano da tonfo ſempre mai: ne muta di camiſoia ſe non alloſpon tar delle lu.ſerte, o al rinouar della pelle che fanno i ſer pentibo delle corna come fannoi cerui luqilal coſa auuiene una uolta hanno. Il vil(ano eine tto in tuttele coſe per ordinario,& nell attione del caualcarè ſi troua eſſer ueriſſimoquel detto particolare cerca di lui. Il villauo non 4 peronis e ſe ne ha, nonne ha ſe non unoʒe ſe ne ha duè, non ſon pari; e ſe ſon pari nõ c ſuoiʒe ſe ſonſudoi, non ban correggieʒ e& han correggie, ſon di corda. Sono anco i Uil-lani inciuili aſfatto nella conuerſationes comè quellis oper par lando con ugentilhuomo, tengono il cappello in tefta per nos raffredirſi,& una ganiba appoggiata ſu un baſtone, per maggior grauitd del lor ragionamento.Hanno ancora commune mente la conſcit n groſſa:& maſſime nel piglianla rob ha del Padrone, ſeruendoſi di quella ordinaria ragione, che ſon troppo aggrauati,& angariati da loro. Queſta è quo la che gli fa diuentarefurbi&. ladronis che gli fa tagliar le piante di altruiirub barè ĩ pali del-le uigne, entrar ne vignali,e porlar uia le corbè d ua intiere, tagliarlehiade innanʒi tempo, aſcondere il frumento al tempo del raccolto, negarla ueritd alle uendite, ſcorticar le pecore date in ſocida: portar la pellè aladrone, dicendo che il lupo le hd mangiate, mandar gli ani mali a paſco-lar ne campi d altri uender le heſtie inferme, o morte da ſeſteſſe, o auuc.lenate, come ucciſe a poftao comè ſae. Non parlo de tutti uniueſalnè-te. ma di color che tali ſono. Queſta ꝭ quellas che gli inducè a non tener cd30 delle heſtemie, à maledire gli animali loro mille nolte il dia anurnarlicancheri, morbi, peſteſ il malannos e coſe tall, a din mille bugie delle qualine han ſeim pre la ſcarſellase il ſacco pieno, 2 fornicar volontieri cõ le moElie de uiciniia tornar Gomorra in biede, uſando heſtialmtle, a ſprex garla confeſſione annual es a partinſi da meſſa innanxꝭ all ite m iſſa eſt.o andayui al me no dopo hauer pamberato benesa tralaſciar le penitende che loroaggiongonb i confeſſoria diſpregiare i uoti fatti a ſtar ſopiti nella ignorana de' diuini mãdati a belliſſimo ſludio, a dilettanſi di ſuperſtitioni, et d incanti coſi in loro, comè ne i ſuoi giumenti:a non penſerè um lota ſopra la ſalute propria, a uiuer come beſtie( per dirlo in una parola) dal Sacramen-to in fuora del Batteſimo che hanno addoſſo. Hoggi dl ſono i uillani agtu-ti comme uol pi, malitioſi come la mala coſa, pieni di magagne come il ca-„4 del Gonella, maladett come demoniſie in tutte le coſe ci fanno la pira, ahcdo i diauolo addoſfto, che gli reggese gli gouerna ic quando ſi dic
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Hillano