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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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„NIV ERS AA E.„

uillano, tãto a dire, come ſe alcun diceſſe Rarraba fra ladri, Euribato fra

furbi, Procufte fra gli aſſaſini, Harpalo fra ſacrilegiperche non regna

in lui commune mente, ne conſcienda ne ragione, eſſendo un hue nel diſcor

ſcnum aſino nel giudicio, vn cauallaccio nellb'intelletto, vn alfana nel ſenti

moto groſſo più che il brodo de macheronir eccetto che nel male d peggio.cum mulo, hauendo tanta malitia che lo coprè tutto da capo a Pede. Per i

gueſto il villano è battexato cb tanti no mi, di ruſticor di tangaro, di er-

Pente, di madarax xo d irrational e, di ragauo, di villan ſcorticatos e di vil

lan cucchino, ohe pin diſpiace a loro che ogn altro vocabolo. Hor que-Fro baßti.

Annotatione ſopra il lvj. Diſcorſo.

De gli Agricoltori ragiona in molti luoghi Pietro Vittorio ne'libri delle ſuevarie lettioni,& maſſime à carte. 68. e 80.& 8 J. Se co ſi Angelo Politiano, nel ſuopanepiſtemon. Coſi Pietro Crinito, uel 4. de Honefta Diſciplina, al cap. 2 Et pa-rimente Gio. Thomaſo Frigio, à carte 89 1. come ſa anco d alcune coſe pertinen-ti al meſtiero dell Api,à car. 937.& piu olcra coſi Gio. Giacobo Vuechero nel ſuolibro de ſecreti, à carte 3 76. coſi Celio Calcaguino à carte 28 1.

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0 DE TVT OR I. Diſc. Iv)

F FIC IO de' Tutori paſſa ancoriegli communementenel numero,& nella ſohiera de meſtieri; imperò chè ſi faa profeſſione Nretta da alcuni di tener la tutela de pupili,&delle vedoes come di perſone meriteuoli d ogni difeſa,& bi-ſognoſe quanto alcum altre di grandiſſima protettione. Pe-70 A. Tullio nel primo de gli vici diſſed ohe lac tutela era cõmeſſa a Tu-rori per vtilitd,& giouamtto di queglische alla lor cura ſono rat commãdati ſi comè anco la procura della Republica aſuoi procuratori: onde Hãno detto gli antichi Giuriſconſulti che la tutela non ſia altro, ſe non vnapodeſid, ouero facoltd molto am pia dalle leggi ciuili datas e permeſſa adalcunt acciò difendino queglis che da lor paſta difendere n ſ poſſono, ouernõ ſannoʒ p eſſer quanto alli et,& quãto alle forxe intellettuali inbabiliaffatto:& che Tutori ſiano quelliz obe dati ſono ai figliuoli impuberi: peramminiſiratione delle lor coſenfinche arriuino alla pubertd: nella quale&le cito gonernare il ſuo. Queſta tutela( comè ar Carlo Sigonio nel primo libro de Antiquo jure Ciuiũ Romanorum.& deriuata dalla legge Carlo Si-75 5 N.— arlo Sigelle dodici tauole: abenche ò p coſlume, d per altro ancora: per auãti ſi gonio.olſeruaſſe di dare gli inhabilis o per et o per giudiciosi tutori: percio-f che leggiamo ne gli annali di Tito Liuio,& di Dioniſio, che anco MartioRe de Romani laſciò Lucio Tarquinio aiſubiigliuoli per tutor. Quindii a. ö Gaio