i NEVER RIS A E. Faſino e d. Alfonſo di Napoli, il qual heb be preſſo di ſe, fßa il numero co-Pioſo di molti altri due huomini famoſi il Poggio Fiorentino,& Anto-10 Panomita. Er chi uoleſſe re citar tutti gli aſempi di Preneipisc hanricercato,& fatto ogni opera, per hauer nelle lor corti perſone di peda,di portata ſol per grandex xa,& gloria, haurebbe preſo alle ſpalle vncarico troppo graue, e una fatica da non ſinirſi coſ per poco. Haſta che acortigiani poi s aſpertano infinite parti le quali raccorrò piu ſuccintamẽte che ſia poſſbile, per fare vn breue ritratto delle lor penſone ſecondo ipin diligenti ſerittori, che di que ſta profeſſione hab bian trattato. A onſi-gnor di Oueuaras nel ſuo Auiſo de Fauoriti, gli da molti conſigli principaö liiſta quali primi ſon queſti che non paleſiuo mai al Signore tutto quello—.—che penſanozne moſtrino mai tutto quello che hannoʒne piglino mai tuttoquello che bramanozne dicano tutto quello che sãnozne frociũ tutto quello che ponnorne prendano d negotiar per altri; per ſe teſi fuor di tẽ pone ſi dimoftri partiali nel conſigliares ne fauoriſehino altri che huominivirtuoſi& m riteuolizne teng bino amicitia ſe non de buonis ne hab bia-no minor cura della conſciend r ſopra tutto, che dell honor del mondo: nelValloggiare in caſa d altri vuol ehe ſian modeſſi e reuerenti,& inimiciaffatto d'ogni conteſa coi padroni ac commodandaſi diſeretamente alle for2e poſſibili di quei ohe ꝑli danno alloggiamento;& ch per queſtoſi manteghino lamicitia de Forieri con le care des& con le corteſie vſate uerſo di loro comandino aſeruitori che non ardiſc ino di fare inſol end asoſoperohiaria di alcuna ſorte, oomè faceuano quei di Falari Tirano, o il getrare a terra halobi delle camere, romperle porte, ſciõciare i matłoni pingere i muri, far Htrepito per la caſaiuccellarè alle ſeruęs o alla moglie delpadronè, le ba per un uitio troppo eſtremo nel cortigiano. Plutar co a quego ultimo propoſitor nel libro del matrimonio dice, ehe era una legge fragli Licaoni, che ſe alcun foraſtieri parlaſſe con la padrona del ſuo albergoli fiſſe ſolamtte per queſto effetto tagliata la lingnase ſe la coſa foße paſata piu oltre, toglieuano lui la vita.& di vn cameriere dell ImperatoreAureliano ſi recitache perſe una mano per queſtaſola cauſdperchel Imperatoreè la vide da vna fincſtra tirar p vna manica della vecte la ſua padronas: con tutto che I unos ᷑ Valtro giuraſſè che quell atto foſſe auuenutoperſcherxo. Appreſbo al ſuo Prenctpe dee con gi for xo il buõ cortigiano cercare credito& riputatione,& phocacctarſi Ja. gratia di quello con4 ogni diligenxa poſſibile, aſſomigliandoſi a quello Alcomida Greco il qua-
le auiſato di hauer molti nemici in Athenb, riſpoſes che nd poteua riceuer
ne ſe nõ grandiſſima noa ma pur che il Re Filippo ſuo Signore lo teneſſenel numero de ſuoi huoni ſeruitori poco ſi curana ſe tutta la Grecia lo o-qiaua, et diſamaua. Et ſe be Platonè ne libri dellaſua re pub. dice, che beſer Rene regnare, il fur guerre, cioł coinbattere,& uincere, il ſeruireset 5
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