594 e A, e 5Non etenim arciferis volllit venus aurea PerſisArcem Graiorum prodere, quam populent.Però il Corinthio Zenofoute, douendo andarè ai certami Olimpici, pensòdi fare vn voto ſacroſanto, promettendo alla Dea Venere, ſe tornaua adit3 tro vincitore, di condurrè una frotta di Cortigiane, obe attendeſſero al culPinda-o. to ſacrilego di quella:e Pindaro Thebano non ſi ergognò per queſlopraſegnalata farli vn Encomio di queſſa maniera. 0 aO cypri Regina tuum agè inlucrumLætarum pnellarum greges centum,Quas X enophon cum perfectis votisAdduvxiſſe lætatur. f 5 aMa il peggio è di quel gran Filoſofo d Ariſtotile che fu riputato coſi ſauio,e nondimeno nõ hebbe uergogna, come ſcriue Origene, d honorarle meretrici condiuini honori ſacriſicando a Hermia ſua Femina, come à CerereEleuſina. Infiniti ſono quellii che da gli auttori nominati ſuno,& hanno contutte le ſbecie d honori agniſicatola grande xa delle meretrici; percioAriſtofa- che Pericle(ſe non mente Ariſtofane) per amore, d Aſpaſia, haubdo ĩ Mene, gareſi rapito le ſue donx elle, moſſe la guerra del Pelaponeſſo; AleſbandroClirarco. Nag no( ſe ſi crede d Clitarco) abhruggid ald inſtanxa della hella I haidei tempij ſacri di Perſepoli oh grano veramentè da Iimperatori: e Aenan-Propertio dr Poet eg regio celebrò l iſteſſa in modo, che Propertio dapoi l ha no-Solocle. m nata Menandrèa, Fofocle, ardendo a morteè per Theoride, pregala eaVenere con ſingbioʒai& ſoſbiri, d hauer copia del ſuo amore dicendo.5 O nutri iuuenum exaudi, mihi da Theoridem, iPo ſſid p- Poſſidippo acceſo di Rodope Doric atilluſtra la ſua gratias e helle xa, conpo. qãuel bell Epigrama che comincia. 5Doricaà te capitis ornarunt mollla uincla,Et late unguentum pallia quæ redolent. iPraſſitele preſo,& legato dai lacci amoroſi di Phrine, dipinſe la ftatua diCupido, oue del ſuo infocato amore inſcriße nella baſe iſeguenti xerſi.Praxiteles pinxit prius eſt quem paſſus, amoremDe prompſit proprio pectore qui archetypum.platoneſo E di Platonè celeberrimo, e diuino da tutti chiamato:ſi recitano que car.da Arche mi vulgati in lode d Archenaſba compoſti. e1 Archenaſſam ego teneo Colophonis amicam,a Cuius& in rugis mollia ludit amor.Ah miſeri quibus hæc iuuenis fuit obuia primum5 Per quantas flamm as ſæuus adegit amor iMa Clearco, nel primo libro delle coſe Amatorie, narru coſa incredibiiJuaſi di Gigge R Lydi, che alla ſua morta amica dopo i pianti, e i ſin-gulti Funerali, dedicò un ſepolcro tanto eminente, e rileuato, che da tut-i te le
Origene-
Praſſitele.
Olearco
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