NSR E. 621Dotto Plinio raccontas che Nerone S ongeua ſino ai calcagni,& le piate Pli io.de piedi con ſuntuoſi augnenti:& che Caio Prencipe ſi lauaua da capo apiedi nelhacquæodorifere. E d Heliogabalo ſcriue Lampridio, che non ſi cd Atentò di ongerſi ſino ai młhri virili d unguenti di ualuta ineſtimahile, che N fa guiſa d una Ninſa voleua giac er nudo ſßia Roſe, Gigli, Amar anti. Meiole,fiori d ogni ſorte odoriferi:& pretigſi. M a dall altro canto Giulio Ceſa- Giulio Cere atteſta nei ſuoi Conimentarißche i fortiſimi Belgi ſta laltre coſe abhor 8rirond inſinitamentè que ti proſumi, come coſe da animo troppo effeminato,& molle. E ſilegge appreſſo a Plinio, che Publio Licinio Craſſo, eſſendocenſore, fere uno edittoche tai profumi non ſi poteſſer vendere, eſſendoicapricci de gli huomini in queſta coſa molto diſferenti. Jo nondimeno hodetto,& ridicos che honeſtamentę ſi poſſono vſare;& lartè de i Profumieri d gioueuole aſſai ſe forſeè non la vogliamo chiamase neceſſaria alla uitadelle penſone. Non dirò a que flo propoſitor che gappho Poeteſbæ, per tefti-monio d. Atheneo, andaſſe con ſoauilſimi odori profumatazne che Parrha parrhaſſoſeo Pittore iliuttre Songeſſe ancora lui d vnguenti odoriferi,& con tuttocio viueſſe virtuoſumentes ilche dimoſtrano quei verſi, che in vna operaſua del ſeguente tenore inſcriſbe. 288Virtutem uenerant,& viuens molliter iſtaParrhaſius patria pinxerat e Epheſo.che Homero deſcriua il cadauero di Hettore eſſerſtato da perſone grã Homero.di onto di oglio di Roſe molto pretioſoma dirò ſol queſtoʒ; che nel ChriſtianoEudgelioſilegge Maria auer onto di nardo pretioſo i pretioſiſimi piedidel Signore,& liſteſſa portò gli ungutti odoriſeri al cepolcros per moſtrardel ſuo feruorè con queſti meh ſegni euideti e maniftſli,oue a prouar 2viene W yſo di queſt arte eſtiere ammeſſosquantunque i Profumieri non mãchino in mille modi,& maniere falſificare ĩ Zibettihi Auſchigli. 4 mbracanis e tutte le ſpecie d odori,& profumi. Nella qual coſa apparue miracoloſo vn Calco nella Cittd di Treuigisehe andado a ĩ monaſteri de Religioſi,forſi come a men prattici,& accorti, vdette a vn Padres il cui nome perdegni riſpetti ho da tacere, vna coſa chiera come um riccio di Caſtagna cuna peggetta auiluppata di dentro, odorifera a guiſa di muſchio, inſinoc-chiaudo il padre, eh egli era vn teſticolo di Cactore, e trabendonc(ſaluo ilvero) vna da quaranta per buona amo della ſua furfamaria. E poſta ineredito quꝭſt arte per cauſa della pretiaſitd di tanti ungut᷑tii che da infini-ti auttorꝭ a pena enumerar i poſſinò. il Crocino di Modi, o di Cilicia& lo- 0dato da Propertio in quei verſi. NSit menſeb ratio, xoxque inter pocula currat,Et Crocino nares murreus vngat onyx.
II Molobat h ro dodor fragatiſſimo è cele brato da Horatio, nel terxo lib. obig
e, Se 1 5 Hieroni-dei ſuoi c ar mis all oda ſettima: il Nardo chiamato dal Pontano Arubo, mo Balboda Hieronymo Balbo Aſſirios com dato da Lucretio Pos tas onινανο. Lucretio
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