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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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0i„ NIV ERSAE E. V5tata. Benche non minore gloria S ac quiſtano ĩ Gatoni di cucina dallo 1 1dio loro nario,& diuerſo, fabendo profeſſione nell A. cademia de potacchideſſere in un tẽpo iſteſſo di tutte le ſciende padroni, et ſignoriʒimperò che 5 Nſdimaſtrano Rhettori, e togliẽdoſuperbamenie i conuili regij,, che talbonfannos Pod tis nel deſcriuerè i pafti de Signori con b hiperboli,& enfaſi 1cõuenienti,& opportune; Arithmetici numerãdo la moltitudine delle uinande in tauola nenute, Geometri, miſurando i quarti deꝰuitelli, de ceruiade' capriolis che alla menſa hanno mandatoʒ Auſici, cantando a pana pie-na per allegrex xa del vino Logici, uenendo a conteſa ſta loro il piu delle inolte ub briac hi Eiloſofi narrauda la natura de cibi dolciſ inſipidi garbi,pic c anti amarise ſaporiti. Leggiſti,dando legge a i Guatari, che ſon quelli 1che lauano i piattih et le ſcutelle, come fa il noſtro Lirone eccellentiſſimo in 3queſto meſtiero. edici, curàdo lappetito diſordinato col licchetto de ſa⸗-pori da loro diu erſumẽte preparati; Aſtrologi, cerc ando per Varia i tordis fi merlij beccafic bi, da ſatollare l auide uoglie di queſti,& di quel altro. e fin ſomma non ꝭ cofa al mondo: nella quale i cuochi non ſi dimoſtrino prat.tici, H eſperti S intendono mirabil mente della ſaflang a, perche, godono ilprimo brodosilquale non è altro che la quinta eſſentia e il diuino Elixir degli Alchimiſtirdella guantita, deuorando comè lupirdella qualitd, aſſag-giando i ſupori di tutti i cihi:della relatione, riferendoſi al guſtor come alloſoalco dell appetito in ogni coſa:del luogo, ſcieglitdo la cucina per lor cu-cagnatdel ſito ſedendo a mtſa comè tauti E picuri, Sardanapaliꝛdell habito, portando i camicciotri carichi di graſſo e d onto come hofti di hroettoꝛdel tempo, mãgiando ognora, e a ogni momoto comè affamati: dell at tione, arroſtendooſtigendo, uoltando lo ſbiedo, facendo fuoco al pignatto, lec-cando, bettolando, et empiendoſi il uentre: della paſſionc, pate ndo il fiuno agli occhi il ſuoco alle mand, la tintura al moſtaccio, Pebrietd alla tecta, ilBornlto al nt tre, fatto ricetto,& ſentina di tutte le brutture della gola. Pi-ſcorri d ogni ſorte di cibi c loro, et di bocconi lodati da gli antic hische nelHarmario della mente, per ſeruinſene a tempo, luogo riſeruano ogni coſa.ſi ricordano hauere dito, che Varront loclaæ il paub di camo, f anitra di Frigas i ſcari di ilicia, il capretto. A mbracia, i datteri d Rgitto. Gli ſouuiene d hauere inteſodche Statio, ſea le delitie della mł hlodale noci di Pôto,le palme Idumee,& le pruni di Damaſco. i rammentano db hauer ſentitonarrare, che Sue tonio, ſſa le delicate di N irellio, annouera le ceruellade Faſiani e le murenè di latte del mar Carpathiortẽgonoa nete, ehe tuttigliſcrittori autichi põgono cibi delicati 10 75 500 dell. Adriatico aſtre-gbe di Tarato, il perſciuto di Chiofil caſio di Sicilia carpioni del Benaco,Je trutte del Teſinod le caſtagne di Paflagonias le galline di Numidia, i melosni d Oſtia, Pauellane Tarbtine, ona di Veletri, e le fugaxxe del Pic eno. N fno molti di loriſta Valtre coſe delicate, che Atheneo, nelle cene de Sapittienumera i paragi Gctuliasi ulld Regifstordi Siracinſani, i fichi e 1ö guille ö