605 5 1 4 2 2 4ra ſua tirannica, e micidiale. alla qual coſa alluſe beniſimo la SignorVittoria Vittoria Colonna in quella ftanza.Dolonna. Quanti ſon poi, che diuenuti amanti a8 Di due beglocchi, e dun leggiadro uiſo, 12Si paſcon ſol di daloroſi pianti5 Da ſe ſteſſi tenendo il cor diuiſo? 1Et Hieronimo Beniuieni in quellaltra. f 0Hicroni Chi mira il mio martire, a pena il crede,1 Noe alma il ſa, nel mio deſtino ingrato. eneAntonio A que o iſtelſo alluſe Antonio Beccaria aſſai dolce Poeta lalino, in quelBeccaria. Ye.. 0Quam bene torſifli iaculum memorande Cupido;3 Traiecere meum ſpicura dira iecur.Vontiano grit pur Pötiano, che Zenone Citieo riputò amore eſſer un Dio d amici8 sArhenco. Lcd libertd, di pace, et di cõcordia, Pica pur Ath eneo, che li antichi loN Fecero un Dio graue,& da ogni brutteʒ xa& diſformitd molto lontano.Habbian pur gli Athenieſi a poſta loro eretta la ſtatua amore nell Academia dedicata a Pallade, per ſigniſicar che foſſe un Dio ſapientiſeimo. A,fermi pur Erxia nelle coſe Colofonie, quanto ſas che ĩ Samij gli côſecraro-no unaſcuola, Mche la ſua fuſta era chiamata la feſta della libertd; cheben ſanno,& be prouano queſti puliti innamoratis che pace, che cõcordianaſce da quello, quanto ſia graue nelle ſue attioni; quante ſporehex xe procedon da luis quanto ſia pax do e ſtrauag ante ne deſiderij,& ne penſieri;con quanta ſeruitù gli tengaſchiaui al ſuo comando.& Thee(ſe benini ricordo)nõ hebbeè cattiuo penſiero, aſſegnando due arc hi ad amore nelſaio libro Amatorioßs uno, qual dice gli, ehe adopra nella felice fortuna,&b'altro ch uſa nel dar morte a gb'infelici e sfortunati amanti. Ne fu uanoAriſtofa 4 gi¹,jpãio mio il concetto d. Ariftofane, nel ſuo pithagoriſta, che Amore. foſbe cacciato dal concilio de li altri Dei come ſeditioſo,& perturbatoredella pace; Q che per ſcherno gli foſſer tagliate le ali da tornar piu in cislo, gforxandolo ad habitare come profugo fta lagte del mondo di pari imProbitd, e. di maluagitd ſimile alui. Son dunque quei galauti moderniciec hi affatto non ſapendo che compagnia ſia la loro, ne che fßutti ſian perriceuere dall amicitia di quefto perſido& disleale. Non ſanno i miſerigude calamttd ſi coprano ſotto quel nome d amiche,& di ſienore, lequalinõ dirò ch amino, nb che reueriſc ano, ma c ndoramo come lor dius princiPali ſopra lequali forman tanti capriccifabrican tante chimere, diſſegntante nanitds che al ſine co i mal poſti ſondamentio tutta la mac hina d amore ruina in un pelago di miſeria,& di ſciagura. Che maggiore inſlicitd ſiPud narrar di quella d rercol e quando poſto il ſuo honore in hando, fu trouato all improuiſo da gli Ambaſciatori de' lidi ſeder nel grembo della ſtuaamatasla qual gli tiraua certi antlli delle ditanet egli hauca una ſcat pa dii lei
Erxia.
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