NIVYVERS AE E. 699lei in capo,& ella la corona di lui? che maggiore infortunio ſi può contardi quello di Dioniſio Siracuſano, che, iſſendo eglicomeè in efetto era, piucrudel delle fiĩere, diuento coſi placido per amor di Mirta ſua innamorata.che tutti i negotu,& tutte le iſpeditioni del regno paſſauano per mano d ua vil meretrice con pari uergogna dell uno e laltros che maggior follia ſapuoò ridir di quella d Athenarico famoſiſſimo Re de Gotti, che s' inſiammòcotanto dell amore inhoneſto di Pintia ſua amica che mentre ch ella li pettinaua gli capelli, i buon Re nettaua a leile ſcarpe? non& ara quella dirhemiſtocle Athenieſe famoſiſſimo capitano fra Grecische, preſo dall amor d una ſignora, che nella guerra dell Epiro gli era uenuta in mano, mentre ella inferma ſi purgaua purgauaſi arcora lui;& S ella ſi faceua cauarſangue, faccuaſi cauar ſungue ancora luis& per fornire d impaꝝ xircs colſangue di quellaſi lauaua il uiſos moſtrando bene, che eſſa era la madonna,& egli il ſeruo incatenato del ſuo amore. ohe ti par di quella dell Impera-tore Caligola, ilqual dib ſolamęnte ſei mila ſeſtertii per acconciarè le mu.ra di Roma, dandone dall altra parte cento mila per fodrare una ueſte d unna ſua amicas non ſono coſtoro miſeris& infelici da douero? che coſa Piismonſtruoſa pus uederſis quanto la ſeruiti d un pennaccpino che parolenon dices che ſoſpiri non getta? che ſeruigi non ſoſfreꝰ che ricchexxe nospromettes che rammarichi non finges che bugie non aro uas che trouatè udſimula, per introdurſi pur nell amore dell amitcas queſte queſte ſon pur gliIdoli loro, ĩ lor numi ccleſti, le dee del terxo cielo, le gratie dal ciel diſceſe,le belle ninfe leggiadre, il choro nirgineo di Diana, allè quali perſacro in-cenſo offeriſcono lagrime cocenti, per thuriboli i cori afflitti, per hoſtie&.per uitime Halme accorate, per orationi i pieroſi ſcongiuri, per hinni gliamoroſi ſunetti,& madrigali, per ſimulacri Himagini de uolti pallide&.ſmarrite, per oblationi una ſeruiti da cant, che non teme il freddo, non hapaura del caldo, non ſi sbigottiſce di notte: non ſi ſmariſce il gioſ no, non ſiattriſta per pena, non ſi diſpera per cruccio, non manca per ripulſus non renſta per ſcherno, non fa conto de'tortinon riguarda a gli oltraggisnon gliana i dani; non cura le vendette, eſlendo cicca,& mutola nel proprio intereſſe come un morto. anʒꝭ il non poſar di norte, non hauer requie di giorno,ſognarſi ognora ſogni triſtibuſci delle piume per forgas correr ſotto gli a-mati balconi allaria fredda, ſofferir quei crudi ſoffii di tramontana, gelar
ſotto le chiuſe ⁊eloſie, piangere per dolor de! freddo ecceſſiuo, lagnarſi
per a pena, batter de i denti per la rab big ſtare aſſiduo a una catonata perſette hore continue, et numera rle pleiade& le boote per tutta notieſen-tir tre uolte il gallicino ſenza eſſere aperto: vedere Endimione in braccioalla ſua ſpoſa con inuidia della propria mala ſort, goder la notte feſca&bruna in inego d un Cimiterio da mortioo d una pia xa da beccari v ſf un.tar lauf bora ſenga frutto alcuno, tornarè à caſa beffatto come un ſino,&feornato come vn buc, portar qualche volta vna rifuſa di buone eeſtare