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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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5 7. L.. 2 2

e ſtare in letto per quaranta di ſenʒa poterſi mouere, è riputato una nerd

ſeruiti amoroſa, degna di vero, fedele,& ſincero amantè. Hor vediſe lapaz ia gli ha penetrato dentro nel capo a modo, poi che non hã mai hene,ſe non quanto vedono,& odono la cauſa delle lor miſerie, et ĩ guardi gli dtrali acuti, le parole ſuette mortalisla uiſta un tormento dell infernozet douc penſano hauer uita,& ripoſo, trouano una morte horribile,& una penaacerbiſſima da patire. Queſta è la uita propria de gli amãtis paſterſi di uento, cibarſi di freddo, rittorarſi col caldo, heuer deile lor lagrime, mouerſi afuliche inutili, eſſercitarſi in uanitd, fauellar di pax xie; ſtudiarè in capricci,fuantaſticare come allocchi, aftrologar come cucchi, far caſtelli in aria daharbagianni,& Stampar nidi in cima do i tetti comè le ciuette. Ne nale aque ſti miſeri,& iucauti Ganimedi la guancia purpurea come roſu, la fac-cia leggiadra& uenerea gli occhi che ſvintillano fiamme,& fuoco, i capelli oro, la fronte amena, le labbra di corallos la mano laſciuetta, il porta-nitto gentile& gratioſo, ilgefto garbato, le parole ſoaui, il profumo, il mu-Ichio,& gli odori arabeſchi che ſpirano dalle vi, ehe quando la ſignorav'incapriccia, nõ d il mare ocecano coſi brauo, ne il caftello del tirano coſicrudele, ne folgore coſi minacclioſoa ne terremoto coſi horrtdo, ne ſorpe coſiuelenoſb, come ella ſi dimoſtra nel uolto,& nelle parole. Ecco che la matti

na non apre la ſineſtra, la ſera chiudè il balcone, da mex go di ſtd ritirata,

in Chieſa fd ſulaſua, per le ſtrade non alza gli occhi, non ſente iſaluti,uon uede le riuerenʒe; non nota li inchini, non attende a cenni; non curagnardi non ha penſier di ſoſpiri non tien conto di ſinghiox gi, non conſente4 proferte, non aſrolta promeſſè, non ode humiliationi; non riceue preſenti,non dd andienʒa a imbaſbiate,& ſtrapacdia la ſeruiti loro come di heſtio-le priue di ſenno,& dintelletto. con tutto ciò voglion ſeguir queſte ſtiere,darſi in preda a queſte orſe, far ſeruitii a queſte pathiere, amar queſte tigri,ſerkir queſte leoneſſe, per um poco di hello apparente, ehe ſpariſee come ombra, o come fumo a un tratto. Nò hanno i cattiuelli mai altro in hoccas obez nomi di Lauras di Vittoria, di Colombina di Flamminia, d lſabella; nonparlan daltro, che delle lor hellex xenon eſſaltano altro che la lor gratia;uon fauellan daltro che dei meriti loro: bantepongono all Helene, alle Lu

eretie, alle Cleopatreslaßomigliano alle Veneris alle Dian, alle Clori, alle

Galathee;& ogni parola rieſcè in fauorirè le maniete, le corteſie, le dolceTesche ſpunta fuori da coteſte lor celeſti Diue: per le quali caminano tut-0 il giorno nefliti come ninfati Narriſiscol fñiore nell ortœc bias con la roſain mano, ooi ſuoi guantetti profumati, con la gamba attilatas rol paſſo ar-tiſtcioſo col motto galantino, cð l andar leſto, che paiono Daini di Soria,&Jud ſi fer mano un tratto, danno una occhiata, fanno vn cenno; tranno vnſoſpiro, fan di pennacchino vnd volta, ſalutan ſotto voct, ſi raccomandanoalquãto, riceuono vn riſetto forhito, vn guardo malitioſetto,& allhora trolfarſetto pien di gioia partono cantanlo,& vanno à caſa a comporre una

ſeſtina,