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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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„ NIV ERS AE E. 70¹

ſeſtinas o vn madrigaletto, doue il cieco d Hadria non Saccorge che la ma-riuola ꝑli ha furbato i verſes ſenda blſere diſcouerta da verunb. a qulſtePaz ie ſon poche riſpetto alle altre che fanno, in appresetarlè di cuori ſpariti per mex xo, ouero che niuono in fuoco come Fala mandre, con lantece-dente di qualche 0 ei maniglid un ve di perle, di vna colonna d oro, diduc ricchiſſimi pendentid un belliſſimo diamãte: o rub bino, done i impreſeſo amore coi ftrali in mano uibrar cõtra di loro acutiſſimi col pi. Et il peg-gio di tutti i mali& il nõ hauer deſio di rimouerſi mai da coteſte folie, doueſono attuſfati,& immerſi piu che rana detro al fango: ſi ſcuſano ĩ miſeri cõgli eſſempi inutili di Theſeo di Paride, di Hettoresdi Piramodd Hippolito,d. Androg eo, di Leandro, di Lancillotto, di Triſtano, i quali ſoſferſero inamare pene acerbiſſime, quaſi che i martiri d amore ſtano un giuoco,&che ſia un uago traſtulloda penar per queſte circiʒ e Medee nõ meno ſoclerare, ehe crudeli. Non ſi troua una Nannio piu chi inſaniſca per Piopiſioʒ unaTedtio che diuii ebria d Epicurozuna Clic era che porga il latte delle ſuepoppe alinnamorato Menãdros perche questa infelice eta mãca cbamorein ebe, albergo di crudeltche ricetto d amare e per teſtimonio di quantige tiliſſimi ſpiriti moderni hã nelle lor pocſie fauellato di loro. Ecco Meſſer

Malateſta da Rimini quanto ſi rammarica in quella gtanusche comincia. Malate-Hio veggo intorno ale mie pene intenti e. 8 5 80 mini:Gli aſpri dolori, e le piu crudeè ftere.Ecco M. Pompeo Pace, quanto ſi diſpera, cant ando. PompeeQuiui mi doglio, e quanto ù in uoi belle xa, Pace.Tanto in me duri ſono affannize pene. NEt il medeſimo pur. E bencbeſſempio ſia nella mia etade,Di quanti ſati ſon miſeri amanti. 5 5Ecco M. Vicengo Quirino lamentarſi, dicendo. ö.O notte, o cielo, o mare, o piagge, d monti, 5c) sd ſpeſſo mudite chiamar morte. f II sig. LuiEcco il Sig. Tuigi Gong aga dolerſi in quei verſi. gi Co nzaQuella ch io dico in me turbata mou ö ga.

Tualhor gli effetti di Saturno,e Marte. a iEcco AN. Antonio Placidi pianger la ſuaſciagurain quella fand. 1Poi che i graue duol m ingombrabalma-.Ne pin lice ſperare altro ehe morte. iEcco M. Ludouico Martelli quel che dice ancor lut. NatelJo ſo ben quel ch ic dico,&. ſallo ancora 5chi de bei detti ſuoi mè troppo auar aEt vuol ch ardendo,& pur pre gando mora,Senda ſua voce udir che mie Sd cara.Ecco M. Claudio Folomei dolerſiſommamente di tutte lor, dicendo.che non ſi dolſe al caſo di Fetonte.

ClaudioTolomei,

Febo