AgoſtinoDatbo.Pöponio.
Spreti.
726 P TI M 2 2abhorrire le parole uitioſe, perche(come dice Menandro,) Corrumpuntbonos mores colloquia mala. In loro ſi richiede la vergogna hon gta,il decoro ciuile, il timor figliale, la ſemplicitd della mente; la puri-td interiore, honor reuerentiale, Veſſer da bene, beſſer deuoti, atten-dere allo ſtudio, ſeguitar la ſcuola, leuarſi d buon hora, mandare alla
memoria le lettioni, portarè inuidia generoſd aĩ compagni, dar credito
ai masſtri, imparar benla Grammatica, di leggere, di ſcriuere, di pun-tare, far conto, di leggere alla diſteſa, di legger per il ſenno, declina-re, coniugare, far le concordanzes ilatini, per tutte le regole, le figure.Vepiſtole,& ſimili altre coſè ch inſegnano i Pedanti. oue giouard lorohun aſſai loperetta di Papa Pio De Educatione librorum, Pepiſtola dt. A-goſtino Datho d Thomaſo Rhimboto, e la lettera del Caualier PomponioShreti a Camillo ſuo fgliuolo. Et ſappiano i putti che queſti ſono i diſfet-1& uitii loro, far chiaſſo nelle ſeuole, romper ſilentio nellabſengadel maeſtro dan de pugni a colui che tien la norma, far le fugaccie den-tro ai ſalterii, cacciar la teſſa ne ſtudi, e mangiar lè caſtagne di naſco-ſto, giocare à piſſo, e paſſo con la cera, ò à primo e ſecondo con& irgilio,e Cicerone giocarè a trent uno, far le barchette da acqua con la carta, pi-gliar le moſehe,& ſerrarle ne ſcartocci, dar la caccia ai girilli per farlibantare in ſcuola, portarè i parpaglioni da uolare, hauer le piaſtrelle dipiombo nella ſacca da giocare, attendere à dipinger le roſette, a far dePallii da correre, far ſcarabotti ſopra i Donati, dipinger tete dentro neCuarini s ſtraceiare i Cato per non tenerlo d mente, morder colui che glileua a cauallo, dimandar d ognora d'andare ad locum, ouero mictum,attaccar la foglia di ſico alla ſedia del maeſtro, naſconderli la ſciutica ma-g iſtrale, recitar fra la frotta de ſcolari l. Ariaſto in cambio dell'epigtole dOuidio, vſcir di ſouola come diauoli ſcathenati, urtarſi fra loro comè tan-ti faehini gira per le mura facendo mille pax xie, dar la paſta ai ranoc-
chi in cambio di ſiudiare, tormentare i ſerpi in nece di legere, Htrappare
Sco lari ditudio.
i frutti, e i fiori daaltri, quando ſi vd alle perdonanxe, romperſi la teſtafra loro per mille fanfalucche, conſumarè il tempo in giocarè al Pino, al-la moſcola, al pandolo d alla baron ola, all etd dritta, alle piaſtrelle, acorrerſi dietro, a cicerlanda;& a ſimili altre fraſeherie. Hor queſte ſounle coſe che fanno diſperarè i padri, ehe fan gridar le madri, ohe fanno adi-rare i maeſtri, ondè riceuon le gtaſfilate con la ſcutica ch'è ſtata nellaceto,le hacchettate con la verga di ſpino bianco i tartuffoli ſul capo, i mo ſtac-ioni nella faccia, i calʒi di dietros i pugni dauanti, ei vna buona ia-10 il d di gan Sil ueſiro. Ma quei Prouetti ehe noi chiamiamo ſcolari diHuis, ouer ſtudenti; ſono quelli, che acconciano il graſſo nella mincflra,herche ſon Vallegrexxe compite de padri, come in queſto diſcorſo inten-deraſſi. A ſueſti Sapperterebbe eſler gioue ni modeſii,& da bene, conſi-f N 8 dera ndo
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