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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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740 5 S ‚ ⏑‚—⏑‚‚—‚‚ 2 UHaria del Pellegrino, ouẽ la plebe deſioſa di coſt nuoue,&. curioſa perlia natura ſubito gaffretta acccupar la tanga,& ſi paſſa per mex go digaxette dentro alla ſala preparata, e qui ſi troua un palco poſtixxo, vnaſcena dipinta col carbon ſenda vn giudic ĩo al mondo; S ode vn concertoantecedente d aſini,& galauroni; ſi ſente un prologe da Ceretano: vntono goffo comte quel di ra Stoppino; atti ineriſceuoli come ij mal an-uo, intermedij da mille fore he; vn Magniſico che non vale vn be go, unLuni che pare an occa, vn Gratiano che cacale parole, vna ruſſtana in-ſalſa, e ſcioccarellu uno innamorato che fir oppia le braccia a tutti quando fauella, un Spagnuolo, che non ſa proferir, ſe non mi vida, e mi co ra-don, un pedantè che ſcarta nelle parole toſcaue a ogni tratto, vn Ruratti-no che non ſa far altro gefto che quello del berett ino che ſi mettè in capo,vna Signora ſopra tutto orca nel dire, morta nel fauèllare, addormentat anel geſtire, c ha perpetua inimicitia con le gratie, e tien con la hellexxadiſferenga capitale. Si che il popolo tutto parte ſcandaligato, e mal ſo-digatto di coſtoro, portando oltra di ciò nella memoria ĩ bruttiſſimi ragio-namenti recitati, nela ſeguente ſera ſpenderebbe vn bagatins per ſentirdi nuouo cotali ſchio cchex xe id per tutta la terra, con beſſe ckognuno,diuulga te, e ſbarſe. Di modo tale che per Tlabuſo di coſtoro, anco i galant-Huomini vengono diſpregiati,& patiſcon de gli affronti, che non ſon con-uenienti ai mariti loro. Ma ſenda dubbio alcuuo,&. ſenza replica in contrario, di molta lode ſon Stimati degni ĩ comici;, e Tragedi coſi moderni,come antichi, i quali, non recitando ma ſcriuendo, hanno di moraliſſimicoctumi ripieniglilor ſeritti, ponendoſi auanti a gli occhi quel fin lode-ole d inſegnar l arte del viuer ſapientemente, come al Comico ſe connie-ne. Et ſe Platone nel decimo della ſua Ræ publica dd ripulſa alla Poeſiaimitatrice come damnoſ alla Republica;& Plutarco reputa viliſſimacoſa le comedie, e tragedie, non mancano fra gli antichi latini huominicelebri c hanno illuſtrato l arte del comporlè almeno, come Plauto, checommpoſe, per teſtimonio di varronèi le ſue nel priſtinoʒ Neuio, che formòle ſue, nentrꝭera in carcere; Cecilio, a cui Volcacio tribuiſcela palma; Te:reutio p oſto fia principali, Seto Tun pilio, Lucio. Afranio, Pacuiio Trnge.do, Lucio Vario, Attio, Seneca:& fra Greci un Menãdro, vn Aleſſio, vneAriſtofane, vm Soſocle, vn buripide, dm Eſchilo,& inſiniti altri, ſi nellacompoſitione delle Tragedie, come delle comedie periti affatto. E fra mo-derni ſi celebra l. Arioflo, il ignor Hercol Rentiuoglio, e leſſandro Pic-colomini, Bernardino Pino, Lodouico Dolce, il Triſſino, il(inthio,& altrimolti, che in materia tale hanno compoſto egregiamente. Hebbeè la Tra-Sgedia origine ſua, ſecondo Honato, dai ſacriiciſ che gli antic hi rendenanol Dio libero per cagion de frutti della terra, ne quali ſacrifcijs accende.ua il fuoco ne gli altari,& ſe gli auuicinaua um capro,& il ner ſo che cho5 N ö f ro

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