766 D I 1 2 2 A 5Di poi cagiona il multiloquio, oue ſi troua a un tratto la dettrattione, il di-euperio,&. l infamia dell animoʒ dipoi cauſa linctta, e baldan xoſaletitia-della carne, che incita al canto, as balli, ai tripudij laſciui,& dishonefli. dipoi come fporca affatto prouoca l immunde g aa del vomito onde ben diſſeEſaia Proftta. Oës menſæ eorũ repletæ ſunt vemitu ſordiũ. Ai ultimoſopiſce il vigor della mente, inducendo ſi gni bruttito famtaſie de tefiabili.Percio la Chieſa prega di ſera. Procul rececit sõnia,& noctiũ fantaſma-8. Baſilio. ta: Hoſtẽqʒ noſtrũ cõprime ne po luantur corpora. Dic endo la matinas.Carmis terat ſupeibiã potus vVbique parcitas. gaſilio ſanto nel libro. Derenunciatione vitæ huius, ag gige la diſſico Ita difar ritorno al bene dicendo. Multos morbis occupatos ad ſanitatẽ redire vidi. vnũ vero ex illis,q̃ clã edunt, vel guloſi ſunt, nõ vidi. Il pëſiero e forſe tratto del detto d 0Oſea. 4. ſea Pro feta. Fornicatio, vin,& ebrietas au ferunt cor. Luciano, nel ſuoTuciano. Gallo, aggib ge l infirmita corporalidi Yhthiſtadi Podagra, d Hidropiſia,&a mill altre, ch io taccio, onde Galeno a propoſito dice che pingues,& obœ-Galeno ſio& qui gulæ tenentur illecebriss nec viuere poſſunt diu, nec ſani eſſe.Et a tutti que ſli mali ſi congiunge quello della dip eratione, onde riferiſt egDione Ca Dione cCaſſio al quinquageſimoſettimo libro, che M. Gab inio oltra tuttii go-0. loſt intemperante, e prodigo, vii un giorno i ſubi cui,( trouato, che hautdo conſonto infinite facoltà nel ſuo viuer delicato, ꝑli rimancuano ancorada cento ſeſtercij ſoli, tutto tricto, e addolorato, quaſi che doueſſe morir diFaun, andò per diſperatione, es impiccò da ſe medeſimo. Que fla du cailſesche tanti ſcrittori deteſtano gli eſſempi di mille goloſi, e notano la lendi-Eſſempi dez xa, la intemperanxa,&. la ſuperfluitd de cibi deuorati da loro, per met. terè in odio al mõdo queſto vitio coſi brutto,& coſi deforme. Platonè Co-Genie mico preſſo. Atheneo nel primo libro al capitolo ter xo beffeggia ĩ penſierigoloſi di Philoſſeno Leucadio in quei verſi.Exordium a hulbis erit, moæ deſinam.In Thinnum. Et dopo una breuè inter poſitione,Vt puto Sartago, nec inutilis olla.Perche haueua pin cura della pignatta,& della padella, che d ogni altra co
Chrifp- fi. Di coſtui racconta Chriſip po c hauena queſta aſtutia goloſina, che ſimu.
1. land, ohè le viuande tutte che eran portate in tauola foſſer calde, e boglien-0 ti da douero, acciò che gli altri non ne mangiaſſero;&. lui ſolo godeſſc oil tut.toe umaltro preſſo a 6 robylo comic o dell icteſſa ſimulatione dice.Ad hæc ego certe nimis calentia, fNunc frigidas habeo manus.Di que to iſteſſo narra Clearco, che nauigando in Efeſo, ſmontato a an ho-Keria, doue Philoſſeno non troudò coſa alcuna da mangiare, dimandò in-glantemente la cagione, e, vdendo che ogni coſa era fata indi leuata percagion d un par di nog xc, ohe iui ſi faceuano, ſe ben non era chiamato, cid i and
Clearco.
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