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La piazza universale di tutte le professioni del mondo : con l'aggionta d'alcune bellissime annotationi a discorso per discorso ... / Tomaso Garzoni
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Serino,

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776 1 L t. E 1

1 Quot cœlum fellas, tot habet tua Roma puellas.

Subito ſoggionſe egli vedendo da vm altra parte ana frotta di belliſimigiouani. 9 0Paſcua quotquot hedos, tot habet tua Roma cincdos.

2⁴⁰ tei prouerbioſi ſono, quando gallega d propoſito qualche prouer bio, co-

me chi diceſſe d un ſuperiore che murmuraſſe de ſudditi, chel peſce comin

cia d putir dal capo, ouero che tale& la cagnola, quale S la ſignora. Intorns

a motti riſpondeuti alle parole,& non al ſenſo ci è leſſempio di quel di-

Snore, il qual, dicendo d um ſuo ſeruitore,& familiare antico di caſa, chegli dimandaua un ſeruitio, comanda ch io ti ſeruirò, ri ſoſe egli di gratiaSignore ſen nitemi come gio fulſi voflro padrone. De inotti allegoria ſinarra l eſſempio dell infame Aretino, il quaie, eſſendo per lo ſua mala lin-ua gtato S riſato in Rama,& portato via come morto,& accettato in caſa humaniſſimamente da vn per ſonag gio d importanxa, e chiedendo eſſo,ſe direhbe coſi mal di lui, come hauea fatto de gli altri. Richoſe, come tu ſe-unc ral, coſi raccorras. I motti di ſimilitudine ſono, quando facetamentealcumo S aſſomiglia d qualche coſa diuer ſas come Lucillo, che ſumigliò le ma-niere dell ſua aman te infida alla pelle del Camaleontę. Qui di fntionè ſo-

no, q Uhuον]¾] inge di non intenderè quello, ch egli intende, come

Poycidio Romano interrogato, che huomo ti pare uno, che ſia ritrouato inadalterio; Ri poſe, Lento. I motti di aſcoſa ſoſpitione ſono quelli, doue ſi oc-culta vad certa ſoſpitionè di coſa degna di riſo,& ſi dice quello, che alt ri di-ce, eon altro ſenſo, come Catullo d quell oratore Languido, che in un certo ſuo epilogo gli dimandbò, ſe gli pareua, che haueſſe moſſo lauditore 4 coPalſione, Riſpoſeli,& grande certamente, perche io non flimo, che ſia uusmo alcun c duro„d cui la tua oratione non ſia parſa degna di com paſſtione.Imotti di riprenſione ſuno quèllisdoue ſi riprende ſacetamenteè la ſcioccheaZa di qualch vnd, come Scipione, eſſendo Pretore, uoletia dare d un Hibilia-0 per audio della cauſa ſua un ſuo hofpite huomo nolile, ina alq uuntoſciocco, il Siciliano diſſo. Ioti prego Pretore, da queſto auuocato al mioaα, fario,& d me non ne dare alcuno. Dè imoiti di comprenſaont di coſediſcre anti Saſſegna que ſto eſſem pio. Elauio Rutilia, vedendo vn certo Or.tenſio di Sarnirche huuea del matto, diſſe praſenti molti circonſtanti,o gut-Sli ſard huono da far Priore della Minerua. De motti dammonitione vi&leſſempio di Grauio Ouoino faceto, che conſigliando ano auuocato raſſred.dito d pigliar per la voce certa beuanda alla voce pernicioſa,& dicendoeſſo, io heueſſi quefta coſa la perderei affatto, Grauio riſpoſe, Meglio e rui-n Hz ôohe il reo. Et Sernio dice, che Peinbcrito, uedendo menare unlo igiane da dadecti, die, O meſchixo am altra volta rub ba aſſi, her-ch aci haf tante d menar loro unde ci in prixioneſe ſuprai fare. De inol-ti di conceſſione ſi recita quel di Caio Lelio, il quale, eſſendo nato di nobi-li. fange,& dicendogli uno di cattiua Sirpes ch egli era indeguo de5 ſuoi