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Elogio di Sebastiano Serlio architetto bolognese / dal marchese Antonio Bolognini Amorini
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Medici, dai Duchi di Mantova , di Ferrara , e di Urbino me-ritamente protetti; mentre tanto utile ed ornamento coi ma-gnifici loro Edificj apportavano. Ora il nostro Serlio q pervedere le altrui operazioni, unico mezzo per far copia d 1 in-venzioni , e col sapere e coi lumi degli altri discoprire più fa-cilmente il bello, o a vero dire, per non trovare in patria oc-casione e premio al valor suo corrispondente; essendo a que la Città nostra dalle fazioni de Bentivogli turbata, nonmolto si fermò in Bologna , e poche cose vi operò: solo si saper certo che vi racconciò alcune Camere per il Gonfalonierenel pubblico Palazzo, e che di sua invenzione si tiene la por-ta, che ora ingresso alla Sala della Comunale Magistratu-ra, e la finestra nell 1 angolo del pubblico Palazzo, verso il Can-tone de Fiori ; ed altri ornamenti si credono, non senza fon-damento opera sua. Andò egli sul principio del mille e cin-quecento ad abitare in Pesaro , ed ivi onorato, operò comePittore, e molto anche come Architetto. E nella descrizionedella Processione fatta in Pesaro nel i5ii. vi è registrato cononore nella Classe de'Pittori, Mastro Bastiano Serlio Bolognese }già da qualche tempo domiciliato in detta Città . E dall 1 operadel Marchese Olivieri sull 1 antico Battistero di Pesaro rilevasiche il Serlio , esercitando ivi con molta riputazione la Pittu­ ra , ma non levando mai P animo dall 1 architettura, ebbe ilpiacere di veder trascelto il suo disegno per fare un 1 arca oDeposito dove collocare il capo di S. Terenzio. Proseguì eglia dimorare in Pesaro , e fra i Testimonj del Testamento diBeatrice de 1 Manfredi da Reggio fatto nel 17. Settembrej 5 14. si legge Sebastianus quondam Bartolomei de Serliis de Bono-nia Pletore abitatore Pisauri.

Non è facile il potere asserire francamente quando il Ser­ lio lasciasse Pesaro per andare per l 1 Italia osservando e misu-rando quei diversi Edificj che ci ha lasciati nell 1 ammirabilesuo libro delle Antichità, e nelle altre opere sue; ove sonoconservati non solo gli avanzi delle antiche fabbriche, ma an-cora molte di quelle che andavano sorgendo; poiché rivoltoegli tutto allArchitettura , troppo bene conosceva che a for-mare un perfetto Architetto era necessario vedere in atto nebelli avanzi delle antichità applicati e posti in opera queiprecetti, e quelle regole, eh 1 egli aveva con tanta industria etanto studio, quanta nesuoi scritti, che ne son pieni, appa-risce , esaminate ne 1 libri di Vitruvio , e degli altri Precettori :nelle quali regole il fondamento consiste dell 1 Arte ; e che nonsono già inutili ceppi, e gravosi legami de 1 talenti, come cer-tuni dicono, i quali o volendo scansare la fatica, che ad ap-

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