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Elogio di Sebastiano Serlio architetto bolognese / dal marchese Antonio Bolognini Amorini
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pararle richiedono, o conoscendo la loro incapacità di riuscirea alto segno, si avvisano che dal trascurare quelle, nascanonuove bellezze, ed andando sempre a tentoni, tutto alla pra-tica concedono; e fanno plauso alla vivacità e stravaganza del-le invenzioni, alla lindura e nitidezza materiale de disegni,non curando se a norma delle buone regole e degl 1 invariabiliprecetti siano essi formati. Il Serbo si trattenne più anninello Stato Veneto , ed a Venezia singolarmente. Egli ci fa co-noscere che a Verona misurò accuratamente tutto il maravi-glioso Anfiteatro, e gli Archi e i Ponti, e loda moltissimo lagentilezza e cortesia deVeronesi ; che a Vicenza fece uno spa-zioso Teatro, il quale aveva 80. Piedi di larghezza, e che peressere senza appoggio alcuno, volle per maggior fortezza co-struirlo a scarpa nella circonferenza di fuori, e che per dettoTeatro fece le Scene, le maggiori senza dubbio che fino a suoitempi fossero state fatte; e in esse con saggio accorgimentodivisò, che prima che cominciasse il pendìo del pavimento vifosse uno spazio piano largo piedi 12. e lungo 60. che non ub-bidiva alf orizzonte, e perciò i suoi quadri erano perfetti ; enel cominciar del piano pendente, tutti quei quadri andavanoall orizzonte colla debita distanza diminuendo, coll 1 avvertenzadi porre più distante il punto di esso orizzonte, ove concor-rono tutti gli oggetti, dall ultimo termine del muro della sce-na: e per eseguir ciò con sicurezza, formava con giuste misu-re i modelli di legno e di cartone, trasportandoli poi in gran-de; moltissime Scene egli dipinse con fondato sapere; e sap-piamo aver egli infinite Scene e Prospettive disegnate in cartareale, con intenzione di unirle al suo Libro di Prospettiva.Passò il Serbo varj anni in Venezia , ed ivi attese alla ma-niera di fabbricare de 1 Veneziani , ed al loro costume adattan-dosi , fece varj disegni, lasciatici nel suo quarto libro de 1 Pa-lazzi , e di altri Edifìcj . Ebbe campo di far conoscenza di San-sovino, di Sanmicheb, dellAbondi, e di altri ingegnosi Ar­ chitetti , che colle loro opere abbellivano la Città di Venezia ;di questi egli fa ne 1 suoi scritti encomj grandissimi, ed a lorose stesso pospone; insegnando a chi non ammira se non le pro-prie cose, che le lodi date agli altri, non impediscono le pro-prie , anzi fanno conoscere ne 1 lodatori un maggior merito diessere lodati. Era egli accettissimo a Gabriel Vendramino, aM. Antonio Micheli, a Francesco Zeno, al Cornaro e ad altrimolti nobilissimi fautori ed intelligenti di Architettura ; deiquali egli fa nelle sue opere tratto tratto onorata menzione:quivi egli si portava in modo che non solo per la sua dottri-na, ma eziandio per la sua piacevolezza naturale , e per la