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arguisce che Vitruvio intenda di dare l’altezza del Capitellosenza considerare l 1 abaco • Dal Colosseo e dall’ arco di Ve spasiano ricava le proporzioni dell 1 ordine Composito. Ed inquesto suo libro manifesta sempre gran teoria e pratica dell 1 ar-te , molte avvertenze non tralasciando, e come si debbano con-nettere li muri di pietra cotta e di pietra viva, e come deb-bansi incrostare gli ornati di macigno, e gli altri pezzi di pie-tra viva nei muri di pietra cotta, e come fare le Serragliedelle porte , intelararle per ricoprirle di bronzo, e quali sie-no i più giusti cardini, ed i comparti per gli ornamenti diesse . Non omette, dove gli torna in acconcio, di arricchire idiversi ordini con copiose invenzioni di Porte , di Archi, diPalazzi , e di altre spècie di Edificj ; dimostra cogli esempil 1 applicazione degli ordini stessi, riferendosi spesso agli anti-chi Fabbricati; somministrando agli Architetti diverse idee,addattabili alle occorrenze. Fra le invenzioni varie e gli acci-denti e ripieghi in cui ammaestra l 1 Architetto, dimostra mol-te facciate secondo il bisogno, e Fuso de 1 Veneziani : le cuifabbriche avendo poco spazio di terreno per dilatarsi, e pochiluoghi, onde ricevere lumi, impegnar debbono l 1 accorto Ar-chitetto all 1 economia del luogo, al modo di ricavar luce, mas-sime per le facciate, da piccoli cortili interni, e dagli angu-sti canali, e a compiacere il genio Veneto di molti pergoli,balconi, terrazzi, e finestre, e poggioli assai. Prosegue poi adinsegnare le regole, ed il modo di porre a luogo gli orna-menti di pittura , e di scultura, sì nell 1 esterno che nell 1 in-terno delle Fabbriche ; conoscendo esser doveroso che l’Archi-tetto non permetta che si faccia nelle Fabbriche cosa senza ilsuo giudicio e consiglio, dovendo anzi esser egli l’ordina-tore e dispositore degli ornamenti, sì di pittura, che di scul-tura , i quali abbellir debbono gli Edificj ; perchè ( dice egli )sonovi alcuni pittori e scultori quanto valenti nella loro arte , altret-tanto poco giudiziosi nel porla in opera , i quali senza riguardo scon-ciano e guastano V Archittettura delle fabbriche , per non avere con-siderato di collocare le pitture e le sculture a loro luoghi . Nell 1 or-nar di pittura P esterno degli Edificj loda il non adoperarealtro colore che il chiaro scuro, come fecero in Roma Poli-doro da Caravaggio e Maturino suo compagno; ed in Ferrara i Dossi, che con grande artificio dipinsero li prospetti delPalazzo Ducale a chiaroscuro, intrecciando l 1 architettura di bel-lissime sorreggenti figure . Commenda ad ogni passo BaldassarPeruzzi da Siena , dicendolo non solamente dottissimo nell’ar-te , ma cortese e liberale, insegnandola a chiunque ; e ricono-sce da lui quanto egli sa ; e soggiugne, che volendo dipingere
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