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Elogio di Sebastiano Serlio architetto bolognese / dal marchese Antonio Bolognini Amorini
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alcune facciate di Palazzi in Roma a 1 tempi di Giulio IL rap-presentò in esse sacrificj, Istorie , ed Architetture bellissime .Trattando poi del modo di ornare di pittura P interno degliEdificj , fa vedere grandissima pratica di ogni genere di di-pinto . Avvisa, che ne 1 muri delle loggie intorno a Giardini,ed a Cortili, si ponno fìngere aperture, ed in quelle far paesispaziosi; e per simil modo ornare camere, sale, ed altre stan-ze terrene; e che volendo nelle Stanze e Sale di sopra Pare al-cuna cosa, che finga essere aperta nelle pareti sode, non sipotrà vedere fuori di quelle altro che cielo ed aria; e se sifaranno figure, il loro posamento sarà sopra una linea ; per-chè in tal caso non si potrà vedere il piano. E quivi lodaP avveduto Andrea Mantegna nei trionfi di Cesare, eh ei fecein Mantova per il Marchese Gonzaga , ne 1 quali palesò il suoprofondo sapere nel disegno, nella prospettiva artificiosa, nel-la mirabile invenzione, nella innata discrezione di composi-zione delle figure, e nella diligenza estrema di accuratamen-te finirle. Avverte, che colla magic arte della Prospettiva sipuò far comparire più vasta e spaziosa una Sala, una Stanza,una Galleria , nel che ci per eccellente il tante volte en-comiato Peruzzi, il quale oltre avere fatte molte scene in Ro­ ma , con discreta spesa, aveva con ben intese Architetture , eragionati Colonnati , maravigliosamente dipinta una Sala nelPalazzo Ghigi, assai da Pietro Aretino lodata. Prosegue a trat-tare degli ornati che convengono alle volte ed alle soffitte del-le Sale e delle Camere, e nelle prime insinua di imitare gliantichi dipinti, che a Roma , a Baja, a Pozzuolo vedevansi, edice , che fra quanti al suo tempo sapevano a questa manieradipingere, primeggiava Giovanni da Udine , come lo dimostra-no le loggie di Belvedere, e la Villa Medici . Che se nellevolte si vorranno far figure, conviene esser molto esercitatonella Prospettiva, e nel fare scorciare le figure; poiché quan-tunque nel luogo ove saranno sembrino corte e mostruose,non dimeno alla debita distanza e nel suo punto di veduta siveggono rappresentate in giusta proporzione ; nel che fare dicecelebre Michelozzo da Forlì , come nella Sagrestia di Loretovedevasi, e Andrea Mantegna nel Castel di Mantova . Ci fasapere che il divino Raffaello volendo ornare di pittura la vol-ta di una loggia di Agostino Ghigi, fece nel nascimento dellelunette figure bellissime e naturali, evitando di fare scorci,quantunque ei ne sapesse, e ne intendesse quanto alcun al-tro : e così pure quando fu alla sommità della volta, per fug-gire la durezza di detti scorci, immaginando cosa mobile, di-pinse in un panno celeste attaccato a festoni, il convito degli