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Elogio di Sebastiano Serlio architetto bolognese / dal marchese Antonio Bolognini Amorini
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63. trattando del modo di appuntellare archi ruvinosi, dice :Accadde in Bologna , Patria mia , nei miei primi anni , in cui si fab-bricava modernamente , che essendo La maggior parte di essa Città por-ticato , ed assai portici facendosi con colonne tonde di mattoni, cheper la debolezza di tal materia , ed anche per il grande intervalloda una colonna all altra e per il gran peso delle facciate , che vi so-no sopra facilmente minaccino ruina , è necessario appuntellarli ; ilche dimostra che fino a quei tempi in Bologna abusando del-la tenacità delle calcine, e della perfetta qualità del gesso,azzardavano di costruire fabbriche con colonne esili, e moltodistanti, sovrapponendovi facciate altissime ; il che vedesi an-che al giorno d oggi con maraviglia »

Al Capo 72. racconta che nella Città di Lione sulla ri-va della Saona , essendovi un sito isolato, ov erano diverse bot-teghe e magazzini cose tutte vecchie e fuor di squadro, fu daun amico avvertito a studiarvi sopra, e vedere come vi avreb-be potuto rimediare e disporne una pianta regolare ; eh 1 eglieffettivamente dimostra in due ingegnose invenzioni.

Ed al Cap» 73* 1 idea di una loggia per mercanti consue Botteghe ed abitazioni, che gli fu ordinata in Lione nelpiù bello e comodo luogo * Più avanti poi dice : che ritrovando-mi io qui in Lione ove al presente dimoro per stanza, da che comin-ciarono le guerre civili , fui chiamato da Un gentil uomo Provenzale per ordinarli una sua fabbrica già mal cominciata , e nel vero maleordinata } e ne descrive l 1 amena situazione , dimostrandone iripieghi le riforme e le aggiunte da esso fatte .

Nel fine del libro, il disegno di un Palazzo ideato daun suo discepolo per un gentiluomo Veneziano, lodandone P in-venzione, e dicendoci il nome di esso Architetto , che fu Fra-te Valerio da Lendinara dellordine di S. Maria delle Grazie: questo solo fu certamente nel numero de molti suoi sco-lari, ma infiniti lo furono come il Lomazzo e il Danti raf-fermano ; Ed in Francia si vantarono per suoi discepoli Fili-berto de Lorme ; ed il Bulan .

Ritiratosi adunque il Serbo a Fontanablò, e mosso dall*affetto che nutriva ferventissimo per lArchitettura, e volen-do alleviar 1 animo, che in quel luogo di solitudine era op-presso da malinconìa, e dalla età, presso che ottuagenaria ,più premuroso dellaltrui utilità che del proprio comodo, im-piegò i denari dallo Strada ricavati a pubblicare, per le Stam-pe di Gio. Turnes, a Lione nel i 55 i (e forse l'anno ante-cedente alla sua morte ) il suo libro ; in cui si contengonoXXX. porte di Opera rustica, mista con diversi ordini di Ar­ chitettura , e XX* di opera gentile e dilicata; nella maggior

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