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Elogio di Sebastiano Serlio architetto bolognese / dal marchese Antonio Bolognini Amorini
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ni date dacitati scrittori al Serlio , desunte dal Vasari , pocoamico sempre degli artefici non Fiorentini , e che da lievissi-me congetture fu il primo a seminare la calunnia di plagia-rio al povero Serlio . furono soltanto i sopracitati autori,i detrattori della fama del Serlio : ma anche il Sig. Tommaso Temanza , nella Vita di Gio. Maria Falconetto , parlando delCasino in Padova di Messer Luigi Cornaro, col dire che ilprospetto che di esso diede il Serlio , non corrisponde gran fat-to ai vero, si permise, con poca ragione, di decidere che ilSerlio velie far troppe cose , e non tutte per questo gli tornavano be-ne , poiché fidavasi ciecamente di coloro , che glie le recavano , e ri-sparmiava ben volontieri la fatica di misurarle e trarle dal vero 9non riflettendo, che il Serlio compose questo suo libro essen-do in Francia , e perciò lontano dal poter di nuovo confron^tare le idee da lui fatte, seco forse soltanto serbando la pian-ta di questo Edificio, su cui formò gli alzati, quali a un di-presso se li ricordava : come apertamente dice di dar P ideadi un 7 abitazione di M. Luigi Cornaro eh 7 egli ricordavasi diaver veduta in Padova . Ed anche più a torto trovasi, sotto ilritratto del Torello Saraina posto nel principio del libro del-T origine di Verona , il seguente avviso al lettore, che eer- to Sebastiano Serlio Bolognese , fra molte antichità da esso date in un volume, vinserì molti monumenti Veronesi, che non avendo esso veduti di persona , dandone forse ad altri imprudentemente la cura di disegnarli, o non li dise- gnò bene , o per mancanza di cognizione se ne passò in si- lenzio. Tali sciocche imputazioni del Saraina, le quali ven-gono smentite dal sapersi dal Serlio stesso di essere egli statoin Verona , furono forse da maligno animo prodotte ; ed es-sendosi esso servito delle fatiche del Serlio , che in quell an-no stesso aveva dato fuori il suo libro delle antichità , volleaccagionarlo di ignoranza ed incuria, per dare maggior rino-manza alla sua opera.

Fatto sta che poco conto fece il Serlio di tali ingiurie, le correzioni, di cui vantavasi il Saraina, erano di alcunrilievo, poiché il Serlio , ristampando il suo libro, dissimulòcon animo forte le imputazioni del Saraina, trovò di do-ver correggere le Veronesi antichità; delle quali parlando lin-signe Marchese Maffei nella Verona illustrata, non solo nonrileva errore alcuno ; ma anzi encomia moltissimo questo bravoBolognese che fu il primo a dar disegni di queste antichità . Quin-di se alla fama del Serlio non mancarono maligni detrattori,assai maggiore fu il numero di quelli, che conoscitori sinceridel suo merito, ne fecero i più luminosi Elogi.