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Tomo I.
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io lßor. delle Gemme } e delle Vietre di Giacimo Gimma ..

gono 3 e talora censiirano quelchc o no»hinno Ictto , o pur capire non possonc,questa nostra fatica biastmare vorranno,tome inutile e di Domini oyjofr, ben pc~tremo rispondere con quclche dicta ITm-perador Tiberio : In libera civitatejlinguam omnibus liberam esse opor-tet : t cistimaremo soddisfatti , fe agli"Domini dotti , nelle Science piü delicatedei secolo efercitati, non faremo dispia-cevoli . Di simili censure , ehe far cipossono, dottamente ci scrisse in una Let-tcra Mons. D. Pompeo Sqrnelli gid Vc-scovo di Biseglia, ehe se tutti gli Dcccl-li conosccssero il grano,non se ne raccor-rebbe: gli umori degli "Domini sono tan-to diversi , cbe Persto ebbe a dire nellaSatira 5.

Mille hominum species, & rerumdifeoior unus .

Velle cuique suum est , ncc votovivitur uno .

e yeramente , come in Isai. ad Nepo-«ianum scrisse S. Girolatno : Impossi-bile est placere omnibus : nec tantavultuum, quanta sententiarum di-versitas. Aut nihil scribendum suit;aut scribentes nosse cunctorum ad-versus nos maledicorum esse tela de-torquenda . Ci asfatiebiamo in uni-»materia Filosofica , Jstorica , e dilette-•pole y an%i molto ali' uso necessaria ,e non imitiamo quel Didimo Gramaticogid creduto compositore di quattro milalibri (cbe er an forse brevi Capitoli) ne'quali De patria hominum quaerit,Delineae matre vera , & alia , quae erantdediscenda , si scires . Bensapptamoaltresi., cbe un Gramatico , un' Artbi-tettOyO altro di professione diversdy altrolibro non avrd a cuore,cbe di Gr amati-tarfi Anh.uttura , 0 the de lia sm /ijtt

ragioniy nella quale isolamente instrui-to } con miseria grande ad una,o poche al-mer.o il suo intelletto quasi incatenando.Filopemcncycome narra Plntarco,piii cbedi altra cosa , leggeva i libri di Evan-gelo , / quali trattavano dell' Arte dellaguerra, e tuiti coloro, chc non attendea-no alia stessa , gli sprexxava, come Do-mini poltroni , e venuti a questo Mondo.per non far nulla .

10. Mons. Huetsp’escovo d’ Auran-ebes nella sua Huettana , ov vero Pen-sieri diversi , trattando degi' Jngcgnigrandi , e mediocri (come pur st legge-jnel VI. Giornalc Oltramcnrano inNapeii tradotto y ristampato ) non chiamagrande qitello , chc esfendost ne' limiti d.'una sola ss.ient& ristretto , l' avrd consc-gtiita, e se ne sara picwmente instruito.Asscgna questa r insit a piit tosto ad unoesfetto della satica y e dell' abitOy cbe al-ia grandexsa dell' ingegno ; e dicc , cbeun Ingegno mediocre continuamentc so -pra un medesmo soggciio meditando , lopenetra finalmcnte, come coHa continua-tione della sua caduta, ma non colla sof-ta, la goccia d’ acqtta fora la pietraAppella 'grande ingegno quello , cbe a-»qualunque materia , la quale intrapren-da, st sente avere altitudine , e capacitdnecessaria a comprcnderla , e sepra It..»sorte se non la trova. Asserma, cbe cionon pub venire , cbe da una gran subli-mi td , da una fort* superabile nelle dif-stcultd , e da unavivacitd infaticabile ;ma e cosa rara , ehe un' Ingegno di tatconditione negli flretti limiti di ma-»stessa scient# contenere st poffd . Dicc,ehe ne comincierd molte , e potra riusci -re in alcune ; ma essendo diviso in tanticggetti, la sua applicatione a ciascbedu-pasard minore , e no»sard seguita dx-i

una