Ifitr'od
gttanto antico perb sta cib sato , si cavai ia S. Clemcntc Alcstandrino , ehe vistenel tergo fecolo , e rifert efemp) astaipiä antiebi . Porto vel ftto Lib.6.Stro-mar. le parole di Alcmeone Crotoniata:Inimicum facilius est cavere , quämamicum c ed avendo riseriti altri versidegli antichi Poeti , coii soggiugne:Praeteres cum fecisset TheognisArgentum reprobum , atque au-rum, falsaeque monetaeNon aegre sapiens vir reperirequeat .
Me'ntem autem chari num pectorefallat amici
Callidus, atque intus corda do-losa tegat.
Qua non k Superis res est mage re-proba, nosse
Inter res omnes est mage diffi-cile.
Euripides quidem :
O Juppiter cur adulterinum quodstet
Aurum, dedisti signa aperta interhomines;
Sed quo queat signo malus cogno-sci er
Est insitus nullus character cor-pori i
Certamente alia Virtu itanto amica laTama, quanto e nemica l' Invidia ; c fi-come la p’irtü per le lingue altrui i ma-nifesta e scoperta ; e nelle Opere de' Vir-tuos riluce , ehe parlano da festeste ; co-ti cerca invano l' Invidioso di abbas-sarla, coprirla , ed oscurarla . Ben disseGirolamo Sorboli ;
Che ITnvidia aVirth pocodänoja,E la Virili sempre 1 ’ Invidiasprezza .
Dovrebbe l' Invidia V.cdcrfisolq tpa gli
« s te xe . 13
ttguali o\di etd » d di studio > v per h fa*tiche presenti ; tua non senga derisionedi cbi ode , mordaccmente anche tra gl'inuguati, e suoi maggiori fi agugja. Nonfi attaccano , ehe alle cose di grati lode .;perchi appena dellB vili fi fa conto ; e_»cib molto ton gli efempj dimoflrar fi po~trebbe non essendofi gid vednto Antoredi fama , che non sta flata dall' invidiaferito . Cib nulla nuoce al Virtuoso j ari'Zj piii gli reca , e gli accresce splendore ;t diste il Sannagaro :
L’ Invidia figliuol mio se stessamacera,
Esi dilegua, come Agsiel per fa-scino ,
Che non gli val ombra di pino, 6d’ acera .
Ltvino Lennio lib. r. de occult. nat.'mirac.cap.12. mostra, che gl’ Invidiosidall'altrui virtii tormentati fi marcisco-no , e diventano tifici .
16. Gli EMVLI , quando tal nomea loro conviene , degni digran lode cer-tamente sarebbero ; se colla buona e lo -devole emulagione per I' acquisto dellagloria , fi isorgastcro asfaticarfi . Ma Ixgloria dipende dalle Opere , non dal solaappetito di conseguirla . Neli' Epist. 8 .disse Plinio il giovine Sequi gloria,non appeti, debet nec , st casualiquo non sequatur , idcirco quodgloriam non meruit,minus pulchrumest . Sono pero alcuni oggidi tn varieCittd ( e sono pure stati in ogni tempo )che nel cnticare , 0 nel dir male facendastudio , senga punto riconoscer se flesti»di appellarfi Emuli hanno tutta l' am -bigionc .; ma 0 non mostrano alcun frutto,oaprodurlo con lode non sono ajfattavalevoli . Di questi fi puo dire con Pau-
filo i